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Dall’inizio dell’anno a Foggia ci sono stati tre attentati dinamitardi e un omicidio. In particolare nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio due bar sono stati incendiati. La sera del 2 gennaio sera, invece, sempre alla periferia di Foggia è stato ucciso un uomo di 53 anni, Roberto D’Angelo, freddato in via Candelaro D’Angelo freddato in viale Candelaro, mentre era a bordo della sua automobile da killer che si sono affiancati su una motocicletta.

«Abbiamo tanta paura, ma andremo avanti e proseguiremo nel lavoro di tutti i giorni». Lo ha detto all’Ansa Luca Vigilante, fratello di Cristian, cui era diretto l’attentato dinamitardo avvenuto ieri sera in via D’Aragona a Foggia dove è stata fatta esplodere una bomba che ha danneggiato la sue e altre auto. Luca Vigilante ha ruoli dirigenziali nelle stesse Rsa di cui Cristian è responsabile delle risorse umane e componente del Cda. «Era da poco tornato a casa perché non si sentiva bene, ed ha preso una delle macchine aziendali. Poco dopo le 22 ha avvertito un fortissimo boato ed ha visto un bagliore», racconta Luca. «Ci sono delle indagini in corso – aggiunge – ma posso assicurarvi che mio fratello è terrorizzato. Due anni fa accadde che delle persone si recarono da mio fratello per fare delle richieste di carattere delinquenziale. Hanno chiesto a mio fratello di fare da tramite con me e mio suocero (che è proprietario di diverse cliniche private nel foggiano, ndr) per delle richieste anche di un posto di lavoro». «I due – prosegue Vigilante – erano già sotto intercettazione da parte della polizia. Pochi giorni più tardi siamo stati convocati in questura e agli agenti abbiamo confermato le richieste a carattere delinquenziale”.


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