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Treni spesso in ritardo, impossibilità di comprare in stazione il biglietto, assenza di personale e carenza di servizi: sono solo alcune delle problematiche che devono affrontare quasi ogni giorno i pendolari di Palese che scelgono di viaggiare con la Bari Nord.

Arrivare all’Università o al lavoro, ma anche in centro per una semplice passeggiata è spesso infatti una vera e propria odissea. A Palese, nel dettaglio, le fermate del treno sono tre, due della Bari Nord – una a Macchie, una alla periferia di Palese – una delle Ferrovie dello Stato – nel centro del paese. Nonostante il numero delle fermate però i pendolari – raccontano – sono spesso costretti a raggiungere con largo anticipo la fermata della compagnia di viaggio prescelta onde evitare di scoprire all’ultimo minuto di un ritardo, potendo così assicurarsi la possibilità di raggiungere la stazione ferroviaria appartenente all’altra compagnia nella speranza di non inciampare nello stesso disagio. Questo tipo di prevenzione risulta facile, anche se insidiosa, da parte dei cittadini muniti di autovettura o predisposti a camminare, risultando invece complicata per gli anziani o per i diversamente abili.

Proprio venerdi sera, sempre con la Bari Nord, si sono consumati gli stessi disagi: servizio ferroviario sospeso con sostituzione bus che dopo essersi fermato sia a Palese, sia a Macchie, trasporta i pendolari alla fermata di Europa, nei pressi dell’aeroporto, fermata utile per raggiungere tutte le destinazioni, sia verso Bari, sia verso Bitonto e Barletta. “Per scoprire della presenza dei bus bisogna essere molto fortunati, perché spesso le notizie non vengono segnalate in tempo reale e, una volta arrivati in stazione si è in balia del nulla, senza sapere se e a che ora questo servizio sostitutivo arriverà” – ha raccontato un pendolare. Il bus, stando a quanto dichiarato da quest’ultimo, non ferma infatti nello spazio vicino alla stazione – spazio raggiungibile da pullman non troppo grandi – ma nei pressi del ponte pedonale, un luogo comodo per gli autisti, ma un po’ meno per gli utenti che, arrivando con largo anticipo in stazione, senza ricevere notizie tempestive in merito al servizio, non potendolo neanche vedere poiché lontano, sono costretti o a rinunciare al proprio viaggio o a scegliere soluzioni alternative.

Ad aggravare la situazione della fermata di Palese della Bari Nord però non solo vi è  l’assenza di personale, ma anche la sensazione di essere in una stazione fantasma.  La sala d’attesa è chiusa, così come lo sono anche i bagni, non vi è più la macchinetta per poter fare i biglietti e, inoltre, mancano i servizi di assistenza per i disabili che, qualora avessero bisogno di raggiungere il binario 3, non potrebbero contattare nessuno per scendere le scale del sottopasso, “ammesso e concesso – ha commentato ancora un utente – che la pedana montascale funzioni”.

Proprio qualche settimana fa – ha commentato un ragazzo – sono salito sul treno delle 8 con la necessità di fare l’abbonamento, consapevole del fatto che non avrei potuto farlo in stazione. Nonostante di questo fossero consapevoli anche gli operatori, sono stato costretto sia a spendere i soldi per il viaggio di andata, sia a spendere, non appena arrivato a Bari, quelli per l’abbonamento. Nel corso degli anni – ha concluso il ragazzo – non hanno fatto altro che allungare le distanze tra noi e il centro cittadino rendendo Palese al pari di una periferia, questo nonostante tutti i cartelli che espongono qui in stazione in merito ai fondi europei ricevuti per i lavori”.  Sebbene la situazione della stazione delle Ferrovie dello Stato non sia analoga a quelle della Bari Nord, avendo in dotazione una biglietteria, ma essendo comunque carente di vigilanza nelle ore serali, i disagi non mancano: molti infatti sono i ritardi della stessa compagnia di viaggio che rende complicata la vita dei pendolari. In comune, entrambe le compagnie, soprattutto la Bari Nord, hanno una scarsa frequenza delle corse dedicate alla tratta che da Bari arriva a Palese, ma anche a S.Spirito, Giovinazzo, Molfetta e così via, una realtà che rende sempre più lunghe le tempistiche e le distanze che i mezzi di trasporto dovrebbero invece accorciare.


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