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Secondo giorno di lavori dell’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” nel Castello Svevo di Bari in vista dell’evento conclusivo di domenica con l’intervento la messa di Papa Francesco. I 58 vescovi cattolici dei 19 Paesi che si affacciano sul Mare nostrum si sono incontrati per produrre un documento comune sulle emergenze di oggi, dai conflitti alle migrazioni, dal ‘gap’ tra paesi ricchi e paesi poveri alla situazione delle minoranze cristiane.

La Cei ha consentito così, nel capoluogo pugliese, un confronto tra le Chiese dal Nord Africa a Italia, Francia e Spagna, dal Medio Oriente ai Balcani, passando per Malta e Cipro. Ad accogliere le importanti figure religiose è intervenuto Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto: “Questa città ha una vocazione al dialogo e all’incontro, è stato sottolineato da papa Francesco già nel 2018. La figura di San Nicola è un ponte tra Oriente e Occidente, la ricchezza di questo incontro è la conoscenza reciproca attraverso scambi. Bisogna superare la visione elitaria della fede, conosciamo poco del mondo arabo abbiamo bisogno di entrare nella loro sensibilità”.

“Emerge con molta chiarezza – aggiunge Cacucci – che soprattutto noi dell’Europa non conosciamo a sufficienza le chiese del Nord Africa, ci sono esperienze di confronto e ricchezza spirituale che noi europei dovrebbero conoscere di più per considerare un rapporto nuovo con la fede”.


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