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“No alla chiusura dei mercati rionali, all’aperto, se in contemporanea restano aperti market e ipermercati”. E’ la richiesta sotto la Prefettura di Bari di un gruppo di mercatali che aderiscono al sindacato di categoria Casambulanti. A scatenare la protesta è stata la decisione di impedire il regolare svolgimento del mercato a San Marco in Lamis, con l’intervento della polizia locale in relazione all’emergenza sanitaria del coronavirus.

Si tratta del primo caso in Puglia. Secondo il gruppo di venditori altri comuni sono pronti a replicare la decisione: Termoli, Potenza, San Giovanni Rotondo, Sannicandro, Alberobello. Anche a Gallipoli è stato inizialmente sospeso il mercato settimanale ma il sindaco dopo le rimostranze ha ritirato l’ordinanza. “Si tratta di una presa di posizione grave – spiega Donato Gala, presidente di Casambulanti -. Oltre al mancato introito e alle spese per raggiungere e allestire le bancarelle, ci preoccupano le tante situazioni di copia e incolla in giro per la Puglia. Il decreto del Governo non impone chiusure ma resta la scelta ai singoli primi cittadini. Per questo chiediamo al prefetto una presa di posizione unitaria”.

Durante la manifestazione spontanea i mercatali hanno incontrato anche il sindaco Antonio Decaro, che ha rassicurato i venditori che a Bari e provincia finora non c’è il rischio chiusura. Nelle ultime ore, in prossimità della merce in vendita sono stati affissi i cartelli che riportano le 10 norme igieniche per prevenire i contagi da coronavirus.


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