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Avrebbero truffato un’anziana signora di Monopoli (Bari) facendole firmare una «procura speciale a vendere» due immobili, tra i quali la casa dove la donna abitava, lasciandole credere che stesse sottoscrivendo un testamento in favore della figlia.

Il gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana ha rinviato a giudizio sette persone per i reati, a vario titolo contestati, di circonvenzione di incapace, truffa, falso in atto pubblico e violazioni alla normativa antiriciclaggio. Saranno processati a partire dal 5 ottobre la mediatrice creditizia Rosa Stama, 48enne di Monopoli, considerata l’ideatrice del raggiro, e con lei un dipendente dello studio notarile interessato per la compravendita dell’immobile, un impiegato di banca, le due finte acquirenti degli immobili e altri due complici consulenti finanziari. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pm di Bari Claudio Pinto, la vittima della truffa avrebbe, inconsapevolmente, autorizzato la vendita degli immobili a due donne di Bitonto (Bari), anche loro conniventi nella truffa. Grazie a documentazione falsa sulle rispettive fittizie posizioni lavorative, le due avrebbero ottenuto dalla banca un mutuo.

Il denaro, oltre 200mila euro, accreditato su un conto corrente solo formalmente intestato all’anziana, sarebbe stato poi sottratto dalla consulente con assegni e vaglia postali fatti firmare all’anziana.


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