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Ore 18, scatta il “coprifuoco” anche a Bari. Il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri per l’emergenza Coronavirus, firmato ieri sera, ha reso tutta l’Italia zona protetta. Quindi, a partire dalle 18 bar e ristoranti devono chiudere al pubblico

Ma già stamattina la situazione era quasi da città fantasma: bar deserti e ristoranti quasi tutti chiusi: il centro storico di Bari si è risvegliato desolato e senza le solite flotte di turisti. Anche le strade del centro città, intorno al borgo antico, erano vuote. «Io ho deciso di chiudere del tutto», dice Gianni Del Mastro, titolare della Osteria del borgo antico e presidente dell’associazione Ristoratori del borgo antico. «Il mio lavoro – evidenzia – è principalmente di sera, a pranzo ormai già da 15 giorni non viene più nessuno. Ma molti altri miei colleghi hanno preso o stanno prendendo la stessa decisione: restare aperti sino alle 18 significa andare in perdita».

«I bar, invece, sono aperti ma in giro c’è pochissima gente – sottolinea – Bari vecchia è deserta». C’è spazio per la solidarietà: «Alcuni fornitori – spiega Del Mastro – hanno capito il momento di difficoltà e stanno accettando di congelare i debiti». Del Mastro chiede un gesto simile ai proprietari dei locali che ospitano a Bari vecchia ristoranti e bar: «Spero – sottolinea – ci possa essere una moratoria sui fitti, almeno per un paio di mesi. Qui i prezzi sono altissimi, io ad esempio pago duemila euro ma si arriva sino a cinquemila. Anche i proprietari devono dare il loro contributo, se dovessimo fallire noi questi locali resterebbero vuoti». «Tutti – conclude – vogliamo uscire al più presto, accettiamo le nuove misure del governo anche se ci dispiace che non ci abbiano imposto la chiusura totale, così avremmo potuto usufruire di aiuti e agevolazioni».

Dalle 18 in poi è consentito esclusivamente il servizio a domicilio, nemmeno l’asporto.


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