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Fino al 31 maggio gli interrogatori di indagati e persone detenute da parte dei pm della Procura di Bari si svolgeranno mediante videoconferenza, si potrà accedere per le attività urgenti attraverso cinque punti di accesso nelle sedi di via Dioguardi e via Brigata Regina ai cui ingressi saranno collocati nei prossimi giorni «totem con numeratore e prenotazione con monitor che segnalerà la disponibilità all’accesso», che sarà consentito «gradatamente per un massimo di due utenti alla volta».

Sono alcune delle misure adottate dal procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, nell’ambito dei provvedimenti disposti per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Tutti i capi degli uffici giudiziari hanno previsto misure che limitino gli accessi anche dei lavoratori, «esentati – per quanto riguarda i magistrati – dalla presenza in ufficio, se non impegnati in turni o udienze». Ai pm, inoltre, viene chiesto «per prevenire la diffusione del virus nelle strutture carcerarie» di «privilegiare, in caso di arresti in flagranza, la misura cautelare dei domiciliari, quando non risulti indispensabile quella custodiale più severa».

Per quando riguarda l’ufficio esecuzioni immobiliari del Tribunale civile, è «sospesa l’attuazione forzata degli obblighi di liberazione», cioè gli sfratti, in un periodo in cui la raccomandazione per tutti è di restare in casa. Anche quelle già ordinate dal giudice «saranno rinviate a data successiva al 22 marzo».


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