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“Quello delle costruzioni è un comparto strategico per la ripartenza e, per questo, vogliamo farci trovare pronti per la ripresa delle attività, nei tempi dettati dal Governo e garantendo la massima sicurezza dei lavoratori”. A parlare è Beppe Fragasso, presidente della delegazione Bari-Bat dell’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili che, all’indomani dell’avvio del dibattito governativo sulla gestione della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, mette in luce i nodi da affrontare e sciogliere prima della riapertura dei cantieri.

Un settore, quello dell’edilizia, che verosimilmente sarebbe tra i primi ad affrontare la ripartenza e che necessita, secondo Fragasso, di “misure rigorose per garantire la salute dei lavoratori, ma previsioni altrettanto puntuali sull’assenza di responsabilità per eventuali nuovi contagi a carico delle imprese che osserveranno le misure di sicurezza prescritte”. Il presidente assicura rigore da parte dell’Ance nel richiedere alle imprese di adottare tutte le misure di sicurezza previste dalle istituzioni per la riapertura, ma chiede, al contempo, attenzione e garanzie per le stesse, per scongiurare il rischio che molti imprenditori edili scelgano di non riaprire fino a che il numero dei contagi raggiunga lo zero.

Tra le garanzie richieste al governo, l’adozione di misure ad hoc per il rilancio del settore, da privilegiare – secondo Fragasso – in virtù dell’occupazione in grado di generare, pari a 15 mila persone per ogni miliardo investito e degli oltre 20 comparti ad esso collegati. “In primis – dichiara il presidente dei costruttori baresi e della BAT – ci attendiamo un deciso snellimento della burocrazia con la riduzione delle decine di step necessari per avviare un’opera pubblica o un cantiere privato. Nell’edilizia residenziale è indispensabile che i Comuni, in un periodo di scarsa liquidità delle imprese, riducano drasticamente i costi concessori e gli oneri di urbanizzazione, consentendo pagamenti diluiti nel tempo. Auspichiamo anche interventi del Governo per incentivare chi, prima dell’emergenza coronavirus, era intenzionato ad acquistare casa o a ristrutturarla: nello specifico, corposi crediti d’imposta per l’acquisto della prima abitazione e la conferma di sisma-bonus ed eco-bonus”.

Sul fronte delle opere pubbliche, un provvedimento auspicato è l’innalzamento a 500mila euro della soglia dei lavori per indire procedure più snelle e rapide come quella per chiamata diretta: un intervento atteso già da tempo e che consentirebbe di ammodernare i territori rivitalizzando il mercato delle piccole opere pubbliche. In merito alla crisi di liquidità che sta attraversando tutto il comparto delle costruzioni, Fragasso aggiunge che Ance Bari-Bat sta “insistendo a tutti i livelli per avere liquidati i lavori realizzati sino allo stop dello scorso mese, anche attraverso autocertificazioni delle imprese visto che, quasi tutte le stazioni appaltanti del territorio, hanno sospeso la verifica degli stati di avanzamento lavori sui cantieri. Purtroppo, nonostante i ripetuti inviti, sono pochissime le amministrazioni pubbliche che hanno saldato quei lavori, lasciando molte imprese in crisi di liquidità. Un provvedimento per alleviare questa crisi che colpisce le aziende che lavorano con le pubbliche amministrazioni, potrebbe essere la rapida restituzione dell’Iva a credito che esse vantano per effetto del perverso meccanismo dello split payment”.

E, intanto che si attende la riapertura dei cantieri, Ance Bari-Bat assicura vicinanza a tutte le imprese di costruzione del territorio, anche se non iscritte all’associazione, e supporto nell’approfondimento delle problematiche sindacali, tecniche, giuridiche, fiscali e finanziarie sorte a causa della crisi in corso. “L’auspicio è che si possa ripartire quanto prima – conclude il presidente – sebbene, pur ipotizzando una riapertura dei cantieri dal primo giugno, si stima un crollo degli investimenti rispetto al 2019 pari al 10%”.


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