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“Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia e ai colleghi di Antonio Lerose, il suo nome purtroppo si aggiunge oggi a quelli degli altri 136 medici caduti per l’epidemia da Coronavirus. Una strage che sembra non avere fine”, lo dichiara Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e di Fnomceo.

“Per porre fine a questa strage – aggiunge Anelli – urge tutelare l’integrità psicofisica di chi lavora nella sanità. Servono i dispositivi di protezione ma anche tamponi di routine eseguiti ogni settimana su tutti gli operatori sanitari per tutelare loro e gli stessi pazienti.” Mentre in Regioni come il Veneto vengono eseguiti una media di 20mila tamponi al giorno, la Puglia si ferma a 2mila.

“Eppure – prosegue Anelli – i dati ci dicono che il virus sta circolando: secondo quelli diffusi ieri dalla Regione, il 33,4% dei tamponi positivi in Puglia sono relativi a soggetti asintomatici. Per intercettare quel terzo di positivi che rischia di diffondere inconsapevolmente l’epidemia, serve allargare la platea dei test, come si è fatto per esempio in Veneto, dove gli screening a tappeto stanno dando ottimi risultati di contenimento. Se le strutture pubbliche hanno capacità limitate in questo momento, che si autorizzino i laboratori privati in grado di eseguire i tamponi a farlo”, propone Anelli.


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