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“A far data dal 4 maggio 2020 e dopo quasi 2 mesi di chiusura, la normativa nazionale consente, finalmente, l’accesso a parchi e giardini pubblici dell’intero territorio nazionale. Sennonché a Bari, tale elementare diritto è tutt’oggi negato”. È quanto si legge in una lettera inviata dall’associazione Bari Eco City al sindaco di Bari, Antonio Decaro e al Prefetto della città, Antonia Bellomo per protestare contro la decisione del primo cittadino di non riaprire parchi e giardini pubblici della città.

Una decisione che secondo Giuseppe Carrieri, presidente di Bari Eco City, arreca un ulteriore danno alle famiglie, già messe a dura prova dalla chiusura delle scuole su tutto il territorio nazionale: “In concomitanza con la chiusura degli istituti scolastici, la privazione per i cittadini e le famiglie con minori del diritto di fruire di uno spazio verde dopo molti mesi di forzata segregazione domestica è intollerabile e gravemente nociva per la salute della cittadinanza, essendo nota la funzione benefica delle aree verdi urbane – scrive il presidente dell’associazione, che precisa – parchi e giardini pubblici di Bari sono stati abbandonati e non manutenuti per quasi due mesi e si presentano ora in condizioni igienico-sanitarie pessime, oltre che compromessi sotto l’aspetto botanico. Sicché il sindaco ne reitera la chiusura per sopperire alle clamorose carenze manutentive verificatesi”.

Una denuncia con la quale Bari Eco City chiede l’intervento del Prefetto, a garanzia del rispetto del decreto governativo che prevede la riapertura dei parchi anche da parte dell’amministrazione comunale di Bari.


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