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“Era un amico di poche parole, vero, leale, che faceva scherzi anche crudeli, come nei riti iniziatici degli spogliatoi di tutti gli sport”: così il governatore della Puglia Michele Emiliano, ricorda lo sportivo Gigi Frisini, ex calciatore del Bari, dirigente sportivo e commentatore sportivo, morto oggi a 77 anni.

Emiliano ne traccia un profilo «dall’andatura altalenante per le gambe martoriate da mille partite e da tante entrate assassine», con «quel naso storto e schiacciato» che negli anni è diventato «dolce e malinconico, consapevole del tempo che inesorabilmente passava». E aggiunge: «Ho perso un amico che ho ammirato sin da ragazzino, quando lo vedevo uscire dal nostro comune condominio di viale Unità d’Italia 25, con donne stupende trasportate su auto sportive che sbalordivano noi adolescenti. Apparteneva ad un’elite di persone perbene, che in amicizia e sportività, amavano il calcio sopra ogni altra cosa, senza mai cadere nel fanatismo. Rimanevano obiettivi amanti del gioco, tifosi solo del Bari». Infine Emiliano ricorda l’amicizia familiare con Frisini: «Mio Padre – al quale Gigi era legato e col quale aveva giocato qualche partita amatoriale dopo che entrambi avevano lasciato il calcio – aveva la sua stessa espressione feroce e dolcissima». «Una faccia, la loro – sottolinea Emiliano – che non aveva paura di niente e che doveva far paura per almeno 90 minuti alla settimana. Entrambi amavano il calcio e ‘sapevano trattare la pallà». «Mi aveva detto che tutto stava andando bene, passando a piedi sotto casa mia, forse per non darmi pensiero. Mi sembra impossibile che anche lui – conclude – abbia perso proprio la partita più importante».


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