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«Il virus rimane per molto tempo nei portatori e catene di contagio subdole fatte da asintomatici si possono propagare in modo silente ed entrare negli ospedali», come si è visto nel caso dell’Irccs San Raffaele Pisana di Roma, dove il 4 giugno è stato identificato un nuovo cluster di contagi ora arrivato a 37 casi.

A spiegarlo è stato Pierluigi Lopalco, docente di Igiene all’università di Pisa e coordinatore della gestione dell’emergenza Covid in Puglia, durante la trasmissione Agorà su Rai 3. Questo mostra, ha aggiunto l’epidemiologo, che «dobbiamo innanzitutto tenere in sicurezza ospedali e Rsa, dove ci sono persone più fragili» e il coronavirus si diffonde più facilmente. «Se riusciamo a fare questo, una circolazione silente del virus nella popolazione non crea particolari danni al sistema sanitario. Perché se abbiamo un focolaio circoscritto come quello del San Raffaele, ce ne accorgiamo in tempo e il problema si risolve».

«Prima della crisi economica, bisogna affrontare quella sanitaria». In vista di una possibile nuova ondata di contagi, «abbiamo un’estate per raddrizzare il tiro, ma non vedo una discussione su questa urgenza», ha aggiunto. La crisi economica che vediamo, ha spiegato l’epidemiologo, «è stata causata da una crisi sanitaria. Quindi, prima di una ricostruzione economica penserei a come raddrizzare un sistema sanitario troppo incentrato sulla cura e non sulla prevenzione e non supportato da una forte ricerca». In Italia, ha detto, «mancano epidemiologi e virologi oltre che infrastrutture per la ricerca?». Ad esempio, ha concluso Lopalco, «nei mesi scorsi abbiamo avuto problemi con i tamponi perché mancavano i reagenti, ma dietro la chimica c’è la ricerca: se vi fosse stata, in pochi giorni avremmo realizzato noi i reagenti che servivano».


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