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Gli studenti delle università, accademie e conservatori pugliesi hanno manifestato in due presidi: il primo presso gli uffici dell’Adisu di Bari, il secondo in Piazza Sant’Oronzo a Lecce. Entrambe le iniziative si sono svolte nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle misure di sicurezza.
La manifestazioni sono conseguenti ad un presidio tenuto dagli studenti sotto la sede Adisu Lecce l’8 giugno e alla petizione #EmergenzaAdisu, promossa dal Fronte della Gioventù Comunista, che ha raggiunto più 300 sottoscrizioni (https://forms.gle/r4NEtmTSxQ9pSreJ7).

“Il governatore Emiliano, l’assessore Sebastiano Leo ed i vertici dell’agenzia per il diritto allo studio pugliese, che già dall’inizio della quarantena hanno abbandonato centinaia di studenti delle classi popolari, hanno continuato ad ignorare le richieste degli studenti non ritenendoli degni nemmeno di una risposta. Le residenze universitarie nella regione sono ancora interdette, ad eccezione della vittoria strappata dagli studenti di Lecce, nessun piano per il reintegro degli assegnatari di posto alloggio è stato neppure programmato”.

Il contributo straordinario non è garantito a tutti, mentre sempre più famiglie si ritrovano a fronteggiare una delle crisi più gravi degli ultimi decenni il diritto allo studio subisce ulteriori attacchi. Se già l’autonomia finanziaria penalizza le università di periferia, molte delle quali del sud, le mancanze pugliesi rispetto ad altre regioni contribuiscono a creare istituzioni di serie A e di serie B, dichiara Antonio Giannotte del Fronte della Gioventù Comunista e rappresentante della residenza universitaria “Angelo Rizzo” di Lecce.

Che aggiunge: “Università, Accademie di Belle Arti e Conservatori pugliesi rischiano di lasciare indietro centinaia di studenti delle classi popolari, mentre il governatore Emiliano da un lato fa propaganda elettorale sulle nostre spalle millantando aiuti agli studenti che non ci sono e dall’altro ignora ogni rivendicazione o anche solo ogni richiesta di spiegazioni. Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere a guardare. Abbiamo manifestato a Lecce e a Bari per pretendere garanzie sul diritto allo studio: rientro in sicurezza negli studentati ed estensione del contributo straordinario a tutti gli idonei”.


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