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Polignano, il Libro Possibile festeggia 25 anni: torna il festival che trasforma le piazze in racconti

Oltre 300 ospiti attesi per l’edizione 2026

Pubblicato da: redazione | Gio, 14 Maggio 2026 - 17:46
Conferenza stampa Libro Possibile 2026 (10)

Venticinque anni raccontati tra piazze, libri e incontri sul mare. Il Libro Possibile torna in Puglia con un’edizione definita “antologica”, pensata per celebrare il XXV anniversario del festival nato nel 2002 su iniziativa dell’Associazione Culturale Artes. Dopo l’apertura internazionale andata in scena a marzo a Londra, la manifestazione riprenderà il suo percorso estivo nelle località che da sempre la ospitano: a Polignano a Mare dall’8 all’11 luglio e a Vieste dal 21 al 25 luglio.

Saranno oltre 300 gli ospiti nazionali e internazionali attesi nelle due tappe di #iLP26, con appuntamenti dedicati a narrativa, attualità, scienza, economia, ambiente, spettacolo, impegno civile e diritti. Un programma che il festival descrive come una grande opera collettiva costruita nel tempo, attraverso gli autori saliti sui palchi, i lettori presenti nelle piazze e un’idea di cultura pensata fuori dai luoghi tradizionali, in mezzo alle persone.

L’edizione 2026 ruoterà attorno al tema “Discorso all’umanità”, ispirato al celebre monologo finale del film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin. Un filo conduttore scelto per affrontare questioni legate alle guerre, alle trasformazioni tecnologiche, alle crisi democratiche e alle nuove fragilità sociali. Il festival parla di un invito a riflettere sulle derive del potere e sulla necessità di recuperare la capacità di riconoscersi nell’altro, scegliendo la conoscenza invece della paura.

Il riferimento al testo di Chaplin accompagnerà gli eventi nelle piazze sul mare, con particolare attenzione ai giovani, indicati dagli organizzatori come protagonisti del futuro e leva del cambiamento.

“La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza”.

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