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Obbligo di mascherine, distanziamento sociale e ulteriori misure restrittive per i luoghi ad alto rischio di assembramento. E’ quanto scritto nel nuovo decreto varato dal Governo, il quale ha deciso, tra le altre cose, di rimandare al 31 luglio l’apertura delle discoteche e di tutti i luoghi o gli eventi ad alto rischio assembramento e movida.  Una scelta che non riguarda la regione Puglia, per la quale le piste di ballo, a meno che non si tratti di luoghi chiusi, possono restare aperte.

Non mancano però le preoccupazioni da parte dei lavoratori del settore, per i quali, la Puglia non è esente dal pericolo chiusura. Assenza di prevenzione, mancati controlli, scarsa igienizzazione e mancato rispetto delle norme sui numeri di persone in entrata, sono solo alcune delle problematiche che, secondo gli stessi, potrebbero gravare sulla situazione pugliese. A preoccupare maggiormente, oltre alla scarsa attenzione da parte dei gestori, anche l’incoscienza degli stessi clienti.

Proprio pochi giorni fa, ad Ostuni è stata chiusa una discoteca contestata per non aver rispettato la capienza limite anti Covid-19 prevista sia dalla licenza comunale, sia da quella regionale. Sul luogo, infatti, si trovavano oltre mille persone. “Siamo nel pieno della stagione turistica, è vero che si tratta di una stagione atipica, essendo il turismo dimezzato a causa della pandemia globale, quello che fa rabbia però è il grande controsenso in cui siamo costretti a vivere. Gli spazi chiusi sono maggiormente rischiosi, eppure nella nostra regione ci sono diverse discoteche all’aperto che bypassano tranquillamente ogni tipo di prevenzione. Alcune controllano solo la temperatura, come se bastasse, senza poi tener conto degli assembramenti che inevitabilmente si vengono a creare anche in luoghi spaziosi. Quello che non mi è chiaro è perché permettere a questi luoghi di fare male il proprio lavoro. Mi preoccupa molto la gente, perché sembra non abbia capito la gravità della situazione e approfitta dell’assenza di controlli nei club senza pensare alle conseguenze”, ha commentato Luciana, barista e cliente abituale di alcuni pub della zona barese.

A sottolineare questa linea di pensiero, che vede alto il rischio di nuova chiusura è anche Daniele, barman in un club. “Purtroppo non tutti rispettano le regole, a farlo sul serio siamo davvero in pochi, andando incontro a perdite notevoli, sia a causa del dimezzamento del numero d’entrata dettato dalla necessità di garantire il distanziamento sociale, sia a causa della stessa pigrizia o incoscienza della gente, che preferisce non frequentare pub o luoghi nel momento in cui è costretta a rispettare le regole imposte. Il rischio che il blocco possa comprendere anche la Puglia non è immaginario, soprattutto se l’atteggiamento comune resterà questo” – ha specificato il ragazzo.

Secondo quanto dichiarato dal Governo, sarebbe proprio la mancata garanzia del rispetto delle regole, tra cui il distanziamento sociale, ad aver reso necessarie le misure che prevedono il posticipo di eventi pubblici quali sagre, fiere e infine aperture delle discoteche. Nello specifico, secondo Spadafora, “la curva epidemica non consente allentamenti. La scelta è invece stringere proprio su quelle misure che secondo gli scienziati hanno consentito soprattutto nelle ultime settimane di contenere la diffusione del Covid-19”. Insomma, stando a quanto emerso, l’irresponsabilità della gente e di alcuni gestori potrebbe costare caro anche agli operatori del settore pugliese, già piegato a causa dei mesi di blocco totale dovuti alla pandemia.

“Sono pienamente in accordo con il Governo, è necessario intensificare i controlli. Ci sono troppe persone, ma anche tanti luoghi privati o pubblici come club o pub all’aperto che continuano a fare di testa propria contravvenendo alle regole. Possiamo aspettare due settimane in più, se dovessero aumentare però, coinvolgendo anche la nostra regione, la situazione diventerebbe grave.  La gente continua a pensare a sé stessa senza guardare al nocciolo delle questioni. Il nostro futuro dipende dal presente e al momento, incoscienza e noncuranza la fanno da padrona mettendo a rischio molti posti di lavoro”- ha concluso un organizzatore di eventi.

(foto repertorio)

 


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