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Codice della strada, novità in arrivo. Il Decreto Semplificazione non è più soltanto un’idea, ma una vera e propria mini-riforma nella quale sono state inserite modifiche al Codice stradale. Tanti gli interventi fortemente voluti dal Governo che, per l’occasione, ha affrontato a spada tratta diversi ambiti della circolazione. Tra questi, oltre alle numerose modifiche introdotte a favore della “mobilità dolce”, quelle riguardanti gli autovelox, che tanto hanno fatto discutere in passato.

Nello specifico, con il decreto Semplificazioni approvato definitivamente alla Camera lo scorso 10 settembre e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella fortemente critico rispetto all’inserimento dei nuovi articoli del Codice della Strada nel dl Semplificazioni (“Quei quindici articoli  non risultano riconducibili alle predette finalità e non attengono a materia originariamente disciplinata dal provvedimento” scrive Mattarella) sarà possibile installare strumenti per il controllo remoto delle violazioni su strade urbane, sia locali, sia ciclabili. Fattore prima non previsto dal Codice della Strada, nonostante diversi comuni abbiano usato per anni queste apparecchiature.

Ma non sono solo queste le modifiche apportate. Nel nuovo codice della strada è previsto, tra le altre cose, un nuovo articolo, il 12bis. Quest’ultimo consentirà ai dipendenti dei Comuni e alle società private che gestiscono la sosta regolamentata o i parcheggi di accertare le violazioni di sosta o fermata. Stesso potere, compreso quello di intervenire per la rimozione del veicolo, sarà concessa anche ai dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani. La sosta, dunque, sarà sanzionabile anche dai netturbini, per i quali basterà una fotografia per poter certificare l’avvenuta violazione delle norme in vigore, non solo in caso di intralcio durante lo svuotamento dei cassonetti.  Il potere di elevare multe in materia di sosta e formata sarà, come specificato dal Parlamento, limitato ai casi “connessi all’espletamento delle predette attività”.  Va specificato, però che la possibilità di elevare multe sarà concessa a persone senza precedenti penali solo dopo aver superato un’adeguata formazione.  A questi sarà infatti conferita la qualifica di “Pubblico ufficiale”.

A questo e all’installazione di autovelox vanno aggiunte anche le telecamere per sanzionare il divieto di accesso o di transito. Aumenteranno, infatti, le situazioni in cui sarà consentito, alle forze di polizia, di non contestare immediatamente le violazioni come passaggio con semaforo rosso, sorpasso, velocità e molto altro ancora, permettendo però a chi ne ha facoltà di poter intervenire successivamente in caso di effrazione. Come negli altri casi, le apparecchiature dovranno essere omologate dal ministero dei Trasporti. Ci sarà infatti un regolamento dello stesso dicastero che stabilirà le condizioni utili per l’installazione e l’utilizzo di tutte le telecamere urbane.

Tra le novità più importanti ci sono sicuramente quelle che riguardano la mobilità dolce. Nel dettaglio, quelle della circolazione delle biciclette. Ufficiale, infatti, il debutto della strada urbana ciclabile. Si tratterà, nello specifico, di una “strada urbana a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale e orizzontale, con priorità per i velocipedi”. Ma non solo: le modifiche del codice della strada prevedono infatti anche la presenza delle corsie ciclabili a doppio senso, la precedenza, obbligatoria, delle biciclette, su tutti gli altri veicoli e la possibilità di sorpassare a “ridottissima velocità” i veicoli a due ruote. Infine, a scelta dei Comuni, sarà possibile consentire la circolazione delle biciclette anche sulle strade riservate ai mezzi del trasporto pubblico, purché non siano presenti binari tranviari a raso e, soprattutto, a condizione che la larghezza della strada non sia inferiore a 4,30 metri.

La mini-riforma del codice della strada prevede però altre novità importanti. Tra queste vanno citate le deroghe al divieto di circolazione con targhe estere, l’introduzione delle “zone scolastiche”, con maggiore protezione a pedoni e ambiente, collaudi più semplici e possibilità di conservare la vecchia carta di circolazione in occasione del passaggio di proprietà di un’auto. Importante, anche l’obbligo di disciplinare, entro sei mesi, l’installazione e la gestione delle infrastrutture di ricarica, che prevedano almeno una colonnina di ricarica ogni mille abitanti per incrementare l’utilizzo di vetture elettriche, per le quali, saranno inoltre istituiti spazi riservati per sosta e fermata.

Infine,  oltre all’arrivo di una banca dati dei permessi invalidi “al fine di agevolare la mobilità, sull’intero territorio nazionale, delle persone titolari dei predetti contrassegni”, causa emergenza sanitaria, il decreto ufficializza l’autorizzazione a nuove scadenze per le revisioni.

Le nuove regole del Codice della strada sono state però fortemente contestate dall’Aci e dal suo presidente Angelo Sticchi Damiani. “ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale – la nostra battaglia quotidiana – soprattutto, se interviene per semplificare il Codice della Strada, trasformandolo in un Codice dei Comportamenti, che indichi come ci si deve comportare quando ci si muove su una strada. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta”, ha detto Sticchi Damiani contestando le varie modifiche previste, a cominciare dagli autovelox in città.


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