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Tra protesta e solidarietà in vista dell’imminente chiusura di bar e ristorati. A Bari in un momento di crisi profonda e incertezza sul futuro dopo il dpcm con nuove strette del governo Conte per fermare i contagi Covid, la catena di bar Jerome ha deciso questo pomeriggio alle ore 18 di regalare ai cittadini la merce che andrebbe al macero.

“Con il primo decreto abbiamo fatto dei sacrifici senza licenziare nessuno – spiega Mino Dalonzo, fondatore di Jerome Café con quattro punti vendita nel quartiere murattiano e socio fondatore di Bacio di Latte -. Questa seconda chiusura ci obbliga a mettere in cassa integrazione 47 lavoratori, non siamo preparati e soldi in cassa non ce ne sono più”.

Come racconta Dalonzo nel video in basso, a rischio pattumiera ci sono 20 mila euro di merce conservata nelle celle frigo. I prodotti saranno messi in esposizione soprattuto nell’attività di via Sparano. Il decreto prevede le chiusure di bar e ristoranti sia nelle zone rosse che in quelle arancioni. Resta attivo l’asporto e il domicilio. La Puglia rischia di rientrare tra le regioni a maggior rischio.

Ecco i dettagli del dpcm.

Zone rosse. Nelle zone ad alto rischio contagio chiusi tutti i negozi al dettaglio tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari; Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Nella zona rossa resteranno aperte solamente  le scuole fino alla prima media (con obbligo di mascherina sempre). Il resto seguirà le lezioni da casa.

La seconda area è quella arancione: i ristoranti restano chiusi, le loro serrande rimangono abbassate tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Oltre quindi alla serrata dei locali, restano in vigore le regole generali. Non chiudono i negozi al dettaglio. Saranno consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita, e sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza. Sarà vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.


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