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Nelle terapie intensive della Puglia sono ricoverati 95 pazienti, rispetto ai giorni scorsi c’è stato un aumento importante: ieri erano infatti 88. Si è vicini alla saturazione dei 104 posti letto Covid previsti. Dopodiché le Asl e gli ospedali dovranno disattivare e riconvertire i posti di altre rianimazioni, per riservarle ai pazienti affetti da coronavirus. Complessivamente i posti letto nelle terapie intensive da Foggia a Lecce sono 369, in base alla necessità la Regione può intervenire destinando una quota all’emergenza Covid.

 E’ stata superata, complessivamente in Italia, la soglia del 31% dei posti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid e 9 regioni superano la soglia critica del 30% definita dal ministero della Salute. Per i ricoveri in reparto si sfiora, invece, il limite del 40% dei posti disponibili occupati e sono 8 le regioni che lo superano. A mostrare il quadro di ospedali sempre più in affanno e che in alcune regioni arrivano sull’orlo del collasso, è una rielaborazione dei dati della Protezione Civile aggiornati al 3 novembre, realizzata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e pubblicata in una nuova sezione del portale dedicata al monitoraggio. A superare la soglia di sicurezza del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid sono, secondo Agenas, Campania (44%), Liguria (31%, ultima in ordine di tempo ad aggiungersi alla lista), Lombardia (45%), Marche e Piemonte (37%), Provincia Autonoma di Bolzano (51%), Toscana (41%), Umbria (49%) e Valle d’Aosta (65%). Vicine alla soglia del 30% si trovano Emilia Romagna (27%), Abruzzo e Puglia (entrambe al 26%).

A preoccupare è anche la velocità con cui si riempiono i reparti di pneumologia, medicina generale e malattie infettive. A esser occupati da pazienti Covid sono infatti il 39% dei posti letto nella cosiddetta ‘area non criticà, con 8 regioni (i dati di ieri ne evidenziavano 6) che superano la ‘soglia criticà del 40%: Abruzzo (42%), Lazio (43%), Liguria (61%), Lombardia (46%); Piemonte (67%), Bolzano (56%), Umbria (46%), Valle d’Aosta (147%). Subito sotto soglia si trovano invece le Marche (39%), la Campania (37%) e la Toscana (36%).


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