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“Cosa significa per un bambino di prima elementare la didattica a distanza?”. La domanda è rivolta da una mamma pugliese al presidente della Regione Michele Emiliano, tramite un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Un interrogativo che la donna pone insieme ai tanti genitori che, in queste ore, affollano la bacheca del governatore per esprimere il proprio parere critico nei confronti della decisione, annunciata ieri, di confermare l’ordinanza di chiusura delle scuole fino al 24 di novembre. Tanti i messaggi di coloro che chiedono, invece, che i cancelli degli istituti scolastici siano riaperti, anche e soprattutto per il bene dei più piccoli.

“Caro Emiliano, purtroppo non potrai mai vedere i risultati delle tue scelte, perché con i bambini ciò che fai e come lo fai lo comprendi dopo 30 anni – scrive un papà, che prosegue – Un bambino di 5 anni che fa la prima elementare, che non è scolarizzato, come può stare 5 ore davanti un monitor? Cosa sarà a 20 anni?”. Interrogativi a cui fa, spesso, il paio una nota polemica circa l’atteggiamento del presidente della regione, colpevole, secondo alcuni utenti, di prese di posizione: “Invece di fare una guerra di muscoli, cerchi di guardare oltre e andare incontro alle esigenze dei bambini più fragili – scrive, ancora, una mamma, che chiede la riapertura, almeno delle prime e delle seconde classi delle scuole elementari.

Ai messaggi dei genitori fa eco il coordinamento “La scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia” che, in una nota ufficiale, esprime soddisfazione per la decisione del governo italiano di lasciare aperte le scuole del primo cicli anche nei territori regionali identificati come zone più critiche. Il segnale che il nostro Paese esprime è quello di una nazione che riconosce alla Scuola una funzione essenziale – scrivono – Ci rammarichiamo della volontà invece del presidente della Regione Puglia di non revocare l’ordinanza di chiusura di tutti gli ordini di scuola, ad eccezione delle scuole dell’infanzia emanata nei giorni scorsi. Ci auguriamo – proseguono i referenti del coordinamento – che nelle prossime ore sia promosso dal governo regionale un confronto costruttivo con tutto il mondo della scuola pugliese affinché sia possibile rimettere al centro delle scelte politiche il benessere psicofisico dei più piccoli e il loro diritto all’istruzione. La Dad non è Scuola”.


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