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Coronavirus, epidemia in rapido peggioramento: altre cinque regioni in zona arancione

Pubblicato da: redazione | Mar, 10 Novembre 2020 - 08:15
coronavirus 118

In Italia l’epidemia è in rapido peggioramento. E’ quanto evidenziato dal monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, motivo per cui, il ministro della salute Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che prevede il passaggio in zona arancione di cinque ulteriori regioni: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria. L’ordinanza che andrà in vigore dall’11 novembre prevede anche che la provincia di Bolzano diventi “area rossa”.

Aumento dei casi diffuso in tutto il paese, difficoltà nel tracciamento dei contagi, ma anche criticità dei servizi territoriali con soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri. Sono solo alcune delle problematiche che stanno spingendo le istituzioni verso la ricerca di nuove misure.

Secondo il monitoraggio la maggior parte del territorio nazionale sarebbe compatibile ad uno scenario 3. Sono in aumento però le regioni in cui la velocità di trasmissione cede il passo ad uno scenario di tipo 4 confermando una situazione “complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose Regioni/PA”.

Secondo lo scenario evidenziato dall’Istituto Superiore di Sanità, a causa delle forti criticità, sarebbe necessario “considerare di anticipare rapidamente le misure previste per il livello di rischio alto ed il corrispondente scenario come riportato nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19″. E’ quanto raccomandano il ministero e l’Iss alle regioni nel consueto monitoraggio”.

Ci sarebbe infatti l’alta probabiltà che le regioni classificate a rischio moderato possano progredire, diventando a rischio alto, già nel prossimo mese. Questi dati, raccolti sulla base delle probabilità di trasmissione del virus, sono strettamente connessi non solo all’aumento dell’Rt in diverse regioni, tra queste la Lombardia che, con i 2.08, ha registrato i dati più alti, ma anche al continuo aumento del numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione, oltre che alle problematiche logistiche già citate riguardanti le criticità dei servizi territoriali in merito ai servizi ospedalieri.

Questa settimana, sarebbero 74.967 i casi non tracciati, contro i 49.511 della scorsa settimana. Dati che superano l’80% dei nuovi casi segnalati in alcune regioni. L’aumento dei casi è ormai diffuso in tutto il paese, a prova di ciò i numeri registrati negli scorsi giorni attraverso i quali si osserva un ulteriore incremento che porta l’incidenza cumulativa degli ultimi 14 giorni a 523,74 per 100,000 abitanti nel periodo 19/10/2020-01/11/2020 (contro 279,72 per 100,000 abitanti nel periodo 12/10-25/10). Nello stesso periodo, va specificato il numero di casi sintomatici è passato da 54.377 a 129.238 (periodo 19/10-01/11).

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