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Poche webcam e connessione ad internet deficitaria, così la dad – didattica a distanza – divide le famiglie della scuola Domenico Cirillo, al quartiere San Pasquale di Bari. Circa il 20% degli studenti delle classi medie, su indicazione dei genitori, ha scelto di rinunciare alle lezioni in presenza per il timore dei contagi Covid e potendo contare sulle assenze giustificate volute fortemente dal governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.

In attesa degli interventi strutturali di adeguamento delle singole classi, chi resta a casa può contare unicamente su didattica “asincrona”. “Non c’è possibilità di farlo simultaneamente – spiega Ester Gargano, il dirigente scolastico del Cirillo – da lunedì saremo pronti dopo alcuni lavori in programma nel weekend. Chiediamo un attimo di pazienza, i docenti in ogni caso seguono i ragazzi anche in dad”.

Diverso il punto di vista delle famiglie che recriminano il diritto allo studio per tutti nel pieno della seconda ondata del coronavirus. “Poveri bambini abbandonati e anche discriminati per la valutazione delle prove mensili – racconta Rossella, che ha deciso di far rimanere tra le mura domestiche le sue due figlie – non fanno nulla la mattina e una professoressa ha detto perfino che verranno utilizzati criteri diversi per valutare il compito in classe e il compito svolto a casa”.


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