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Continuano le segnalazioni e le denunce sui ritardi della Asl di Bari nell’esecuzione dei tamponi. Con l’aumento dei contagi, l’azienda sanitaria è in tilt e da qui la decisione anche di potenziare i vari punti di drive through. Ma ci sono famiglie in attesa di una chiamata da settimane. “Mia figlia di 26 anni ha avuto 38 di febbre il 6 novembre – ci racconta una cittadina barese – e l’ho fatta mettere in isolamento. Il  medico ha voluto aspettare fino al 9 novembre per la segnalazione, quando poi  ha perso anche il gusto e l’olfatto. Partita quindi la segnalazione alla Asl. Noi abbiamo eseguito privatamente un tampone rapido, ma dalla Asl stiamo ancora attendendo il primo tampone ufficiale”.

Decine le chiamate alla Asl, le email e le sollecitazioni del medico di famiglia. “Fortunatamente – racconta ancora la mamma – io e l’altra mia figlia ci siamo trasferite al piano superiore della nostra abitazione, avendone la possibilità. Abbiamo effettuato il tampone privato e siamo risultate negative. Ma per l’altra mia figlia è un incubo: è chiusa in casa da 14 giorni senza alcun tipo di contatto da parte della Asl. Non sappiamo davvero cosa fare, come ci dobbiamo comportare. Non è normale questa situazione”.


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