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“Al pronto soccorso del Policlinico di Bari, gli operatori sanitari denunciano l’inesistenza di un piano di sorveglianza sanitaria nella prevenzione della diffusione di Sars Cov 2, sottolineando come l’unico tampone a cui siano stati sottoposti risalga al mese di aprile”. Lo denuncia il sindacato Cobas per la mancanza di sorveglianza sanitaria nei confronti dei lavoratori.

“Mentre la Puglia si accinge molto probabilmente a diventare zona rossa; mentre in tv e sui principali canali di informazione i virologi si affannano nell’ affermare la necessità di contenere il virus tra gli operatori sanitari, attraverso tamponi a tappeto per prevenire focolai in una categoria di lavoratori quanto mai essenziale in questo periodo”, continua Fabio Fronterrè, Camera del Lavoro Auto organizzata Bari.

“Ciò determina non solo un pericolo per il personale che in tale presidio presta il proprio operato, ma anche per i pazienti che a tale presidio afferiscono. E’ infatti necessario ricordare come chi lavora al pronto soccorso sia costantemente a contatto con pazienti covid in quanto presta servizio anche nella cosiddetta area grigia (area in cui sono indirizzati i pazienti sospetti covid che si recano al pronto soccorso), e in altre aree grossolanamente riadattate

“Chiediamo pertanto che venga definito un programma di sorveglianza sanitaria che disponga l’esecuzione di tamponi settimanali per gli operatori sanitari del pronto soccorso così come stabilito dalla circolare n.54/2020. Infatti infatti che tale circolare definisce gli operatori sanitari operanti presso il Pronto Soccorso della suddetta azienda ospedaliera come operatori a livello di rischio 3, ovvero il massimo livello di rischio per contagio da SARS COV 2”, conclude.


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