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Si è concluso in piena notte il Consiglio dei ministri che doveva stabilire misure straordinarie per il contenimento dell’emergenza Covid dopo le feste. Lo scontro è stato sulla scuola. Il Pd ha proposto il rinvio al 15, Italia Viva e Cinque Stelle hanno spinto per il rientro il 7. Alla fine si è trovata una mediazione: quella dell’11 gennaio per le superiori.

Il Cdm dà il via libera al decreto che dal 7 gennaio entrerà in vigore introducendo, tra l’altro, un Rt più rigido per la classificazione di rischio regionali. E anche sui vaccini il decreto introduce una norma secondo cui, qualora un paziente non in condizione di esprimere il consenso libero alla somministrazione sia privo di un tutore legale, sarà il giudice tutelare a rinviare al direttore sanitario o responsabile medico la decisione della somministrazione.

Sempre il decreto prevede  restrizioni in vigore dal 7 al 15 gennaio – con il weekend del 9-10 “arancione” e una fascia “gialla rafforzata” negli altri giorni .

Ora la palla passerà alle Regioni. Il presidente Michele Emiliano fino a ieri sera è stato chiaro: l’intenzione è di firmare una ordinanza più restrittiva per la scuola in Puglia perché “bisogna ridurre al minimo il rischio contagi”. La decisione arriverà oggi.


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