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Cosa resta dello sport durante la pandemia? Le attività individuali, che secondo il dpcm Covid del governo restano sicure e consentite nel rispetto del distanziamento. In una città di mare come Bari spicca il kite surf, letteralmente il surf con un “aquilone” che sfrutta la potenza del vento. Una pratica però indicata soprattutto ai più esperti e in condizioni meteo estreme, come per il windsurf.

Mentre, nel corso della pandemia, attrae sempre maggiormente (oltre quota mille appassionati) il “sup”. Si tratta di uno sport davvero idoneo a grandi e piccoli, in cui bisogna restare in piedi su una tavola da surf e pagaiare dolcemente sul mare calmo. Nel capoluogo pugliese ci sono tre associazioni da San Giorgio al molo Sant’Antonio fino a Torre Quetta che insegnano a scivolare sull’acqua in totale sicurezza.

Cosa è cambiato rispetto al periodo pre Covid? Le lezioni per principianti da eventi in gruppo sono diventate individuali, con apprendimento uno a uno con l’istruttore e solo su appuntamento. Negli scorsi giorni anche l’assessore Pietro Petruzzelli ha provato a cavalcare la tavola da surf sulla spiaggia di Pane e pomodoro: “In questo periodo in cui tante discipline sportive sono penalizzate, provatene altre a cui magari non avete mai pensato. Potreste scoprire una nuova passione. Il sup, il surf, il windsurf sono sport individuali, che si fanno all’aperto, che ti fanno allenare e sono molto divertenti”. Le principali associazioni a Bari sono: Cat Surf, Big Air e Bigeye


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