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Per Cgil, Cisl e Uil, i fondi del Recovery Plan “sono un’occasione irripetibile di ripresa, la Puglia deve assecondarla attraverso il dialogo tra le parti istituzionali e sociali, all’insegna della corresponsabilità, della concertazione e della condivisione sui territori”. Questo il parere dei tre segretari regionali confederali, Pino Gesmundo (Cgil), Antonio Castellucci (Cisl) e Franco Busto (Uil), ascoltati nell’audizione convocata dalla presidente dell’Assemblea Loredana Capone.

Per i sindacati è stata “opportuna la decisione della presidenza e dell’intero Consiglio regionale di attivare un ampio tavolo istituzionale su temi d’importanza fondamentale”. Per Gesmundo, “la priorità è avere ben chiare le priorità, in una regione come la Puglia che continua ad essere in grande sofferenza, pur distinguendosi tra le altre del Mezzogiorno. Il primo problema è il covid, che condizionerà le scelte da fare. Occorre provare a ragionare in termini di investimenti e c’è bisogno di grande comunione d’intenti e di visione, dal momento ch’è in gioco il futuro dei nostri giovani e dei territori”. Di “possibilità unica, storica, di disporre di fondi non rinnovabili” ha parlato Busto. “È una battaglia che non si vince da soli – ha aggiunto – tutte le regioni del Mezzogiorno devono fare cartello, innanzitutto perché il 34% destinato al Sud rimanga effettivamente al Sud. Ma no ad un libro dei sogni o ad una semplice lista delle spese, vanno creati vasi comunicanti con gli altri fondi già disponibili”. Castellucci ha evidenziato la chance per trovare soluzioni alle questioni infrastrutturali.


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