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La Procura di Bari ha aperto un’indagine sui focolai Covid nelle Rsa e case di riposo scoppiati nella seconda ondata della pandemia, a partire dallo scorso autunno.

L’inchiesta, senza indagati né ipotesi di reato, è affidata ai carabinieri del Nas cui è stato delegato il compito di accertare eventuali criticità nella gestione delle strutture dove si sono verificati i casi di contagio. Gli investigatori hanno raccolto documenti, testimonianze e fatto ispezioni in diverse strutture del territorio, in alcuni casi di iniziativa, in altri su delega specifica. È il caso della Rssa Fondazione Villa Giovanni XXIII di Bitonto, dove a fine gennaio è scoppiato un focolaio con 110 positivi, 80 dei quali anziani. Attualmente, dopo il decesso di una decina di ospiti, i contagi si sono più che dimezzati e la situazione è costantemente monitorata anche dal dipartimento di prevenzione della Asl. Le verifiche del Nas puntano comunque ad accertare se qualcosa non abbia funzionato nelle misure preventive per evitare la diffusione del contagio. Gli accertamenti hanno riguardato anche altre strutture interessate da focolai, a Molfetta, Conversano, Corato e anche, su iniziativa del Nas, nella Rssa ‘Casa Caterinà di Adelfia, dove erano stati rilevati 89 contagi (attualmente sono 26) una settimana dopo la somministrazione della prima dose di vaccini anti-Covid, che era stata salutata nella casa di riposo con una festa con musica e balli.


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