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Usavano un linguaggio in codice per sfuggire ai controlli i dieci stranieri arrestatati nel corso dell’operazione ‘Avium’, eseguita dalla Digos di Frosinone e coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Roma Ilaria Calò, e accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In particolare durante i contatti telefonici chiamavano i clandestini “uccelli” e le rimesse di denaro “mandati”

«Ma questo uccello, l’uccello che è andato, l’uccello, quello che stava a casa lui ha contattato il…», si legge in un’intercettazione riportata nell’ordinanza del giudice Zsuzsa Mendola. Le indagini hanno consentito di delineare un gruppo di soggetti che, a partire dal mese di maggio 2017, ha procurato l’ ingresso illegale della Grecia in Italia, attraverso le frontiere di Bari, Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Venezia e Pisa a stranieri di origine mediorientale, anche minori, in prevalenza di origine curdo siriana, pianificando poi quotidianamente i trasferimenti in paesi dell’area Schengen. «Il quadro indiziario è granitico – scrive il gip- e comprova le modalità operative del sodalizio: gli stranieri clandestini, imbarcati in Grecia su voli aerei diretti in Italia, muniti di documenti falsi esibiti all’imbarco, una volta giunti sul territorio nazionale, prendevano contatti con l’organizzazione in Italia, avvalendosi dei recapiti forniti in Grecia, al fine di pianificare con questi il loro successivo trasferimento verso altri Stati esteri».


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