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Il Tar di Bari ha sospeso l’ordinanza del governatore Michele Emiliano che impone lo stop alla didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il provvedimento, che ha efficacia immediata, è stato emesso dopo un ricorso presentato da alcuni genitori. L’ordinanza era stata oggetto di numerose polemiche, tanto che per la giornata di domani era stato previsto anche un sit in di protesta. Ora si attende l’intervento della Regione per capire cosa succederà domani nelle scuole: con la sospensione del provvedimento, dovrebbe essere ripristinata la didattica in presenza. Il Tar comunque si esprimerà nel merito il 17 marzo.

 

Le proteste. “Avremmo potuto cooperare assieme, cittadinanza e istituzioni nazionali e regionali. E invece no, ci avete mentito e continuate a farlo”. L’attacco, durissimo, è quello che si legge nelle motivazioni con cui il movimento regionale Priorità alla scuola, composto da insegnanti, educatori, genitori e studenti, ha organizzato per quest’oggi un sit-in di protesta davanti alla sede del governo regionale, sul lungomare Nazario Sauro di Bari. Appuntamento alle 17.30 per una manifestazione a cui hanno aderito anche i rappresentanti del gruppo “La scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia”. Al grido di “La scuola si-cura, non si chiude”, che strizza l’occhio al concetto di sicurezza in particolare in una situazione di emergenza sanitaria, sono centinaia coloro che, tramite i social network hanno manifestato la propria adesione, già negli scorsi giorni, per una protesta che ha come obiettivo quello di porre sotto la lente la necessaria via di conciliazione tra diritto allo studio e al lavoro e sicurezza all’interno degli istituti scolastici della Regione. 

Nodo della questione è, in particolar modo, la decisione  con cui, lo scorso 20 febbraio, il governatore della Regione, Michele Emiliano, ha sottoscritto l’ordinanza n.56 imponendo la chiusura degli istituti di ogni ordine e grado per due settimane per consentire le operazioni di vaccinazione del personale. “Avremmo potuto aiutarci gli uni con gli altri, solidarizzare per affrontare questa maledetta pandemia in corso – scrivono su Facebook gli organizzatori della manifestazione – Avremmo potuto risolvere le difficoltà quotidiane insieme, istituzioni e comunità scolastica – lavoratori e lavoratrici, studenti, studentesse, genitori”. Invece, a fronte della decisione del presidente Emiliano, con il sit-in le associazioni chiedono il ritiro immediato dell’ordinanza e la riapertura delle scuole in sicurezza.

Secondo gli organizzatori, ad un anno dalla prima chiusura delle scuole, le istituzioni regionali pugliesi sarebbero colpevoli di una condotta divisiva ed estremamente caotica. “Addirittura costringono molti (soprattutto donne e i dati statistici lo confermano) – spiegano – ad abbandonare il lavoro per prendersi cura dei propri figli durante la didattica a distanza, da affrontare spesso in condizioni di disagio assoluto. Tutto questo perché – proseguono – coscientemente si vuole nascondere un lampante fallimento, quello di un sistema sanitario al collasso, dopo anni di tagli e austerità con conseguente chiusura dei presidi ospedalieri, lo smantellamento della medicina territoriale e di prevenzione, delle guardie mediche”.

Disparità tra scuole. La polemica si allarga, poi, a macchia d’olio sul fronte della diversità delle condotte assunte dalle scuole della regione, in cui i singoli dirigenti offrono o meno la possibilità di scegliere, all’interno del proprio istituto, tra la didattica a distanza garantita per tutti e la frequenza delle lezioni in aula (al 50 per cento). Molti sono, infatti, i casi in cui scuole elementari, medie hanno eliminato la possibilità per le famiglie di scegliere in base alle proprie esigenze, optando per una più semplice chiusura delle aule e per la gestione della dad o ddi (didattica digitale integrata) per l’intero gruppo di studenti. “In questo modo non è garantito a tutti il diritto allo studio”, scrive, sul punto, un genitore su Facebook, che ricorda come molte famiglie avvertano la reale necessità di richiedere e ottenere la frequenza in aula per i propri figli, pur nel rispetto delle turnazioni e del limite del 50% di capienza imposto dal vigente Decreto del governo centrale. 

Una possibilità di scelta che, secondo famiglie, insegnanti e gli stessi studenti più grandi dovrebbe essere sempre garantita, in un sistema che, seppur emergenziale, sia in grado di conciliare diritto allo studio con la tutela della salute di tutti. “Dopo la mobilitazione di lunedì davanti ai cancelli delle scuole pugliesi, abbiamo deciso di non arrenderci, di continuare a manifestare tutto il nostro disappunto – scrivono, ancora, gli organizzatori del sit-in – e questa volta vogliamo anche incontrare la presidenza della Regione Puglia per verificare l’effettiva esistenza di un piano vaccinale anche per il personale scolastico e presentare un nostro piano d’azione per una scuola solidale, fuori dalla logiche del mercato”. In particolare, questo piano d’azione evidenzierebbe la necessità di ripristinare una capillare rete di sanità pubblica territoriale; di assumere personale medico e socio-sanitario in pianta stabile; di rendere efficiente tutte le strutture sanitarie disponibili e riaprire i pronto soccorsi ed ospedali chiusi in questi anni. E poi, ancora, dal punto di vista meramente scolastico, di ridurre il numero di alunne e alunni per classe (non superiore a 12/15 persone); recuperare strutture pubbliche e private inutilizzate, realizzare interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. 

Un piano, infine, che, a garanzia del diritto allo studio per tutti, preveda l’assunzione a tempo indeterminato di tutte le docenti e i docenti utili a risolvere l’annoso problema delle classi numerose insieme ad operatori sociali per il supporto psicologico a studenti e famiglie; il potenziamento del servizio pubblico dei trasporti attraverso l’aumento delle corse nelle ore di punta, l’istituzione di un servizio pubblico di trasporto scolastico, incentivi per la mobilità alternativa per gli e le alunne delle scuole superiori con bonus per l’acquisto di biciclette con conseguente adeguamento della mobilità stradale. Le associazioni chiedono la prevenzione e il controllo sanitario nelle scuole a partire da un piano vaccinale pubblico e consultabile e, nel frattempo, interventi per tamponi e test rapidi gratuiti per studenti, docenti e tutto il personale scolastico. 

(foto Facebook Priorità alla scuola Puglia)


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