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Una pista ciclabile, a Bari, in grado di collegare Torre Quetta a via Amendola, con oltre 2 chilometri e mezzo di corsia per le due ruote immersa nel verde e lontana dalle auto. E ancora, due ponti ciclo-pedonabili per superare via Caldarola e via Japigia. È la proposta presentata da alcuni residenti di via Amendola al progetto “Bolancio partecipato” del Municipio 2. 

Una proposta per cui gli ideatori stimano un costo globale di circa 500mila euro e che contribuirebbe a collegare il water front a sud di Bari con i rioni di Japigia e San Pasquale. Il percorso, secondo l’idea progettuale, coinvolgerebbe via Amendola – una delle principali arterie della città ma anche una delle strade maggiormente interessate dalla piaga del traffico e dell’inquinamento atmosferico e acustico – ma anche viale Einaudi, largo 2 Giugno viale della Repubblica e Unità d’Italia fino alla stazione centrale di Bari.

“Finalmente Bari avrebbe un reale percorso ciclabile utile e non solo piste ciclabili che collegano il nulla al nulla – spiegano i promotori dell’iniziativa – Ci stiamo battendo per una pista ciclabile al posto del mega-parcheggio da 450 posti che vorrebbero realizzare dove ora c’è un bosco con falchi e storni tra Japigia e San Pasquale”. A questo scopo, i residenti della zona hanno lanciato, già nelle scorse settimane, una raccolta firme virtuale sulla piattaforma change.org: “Salviamo via Amendola” è il messaggio contenuto nella petizione nata con lo scopo porre sotto la lente dell’amministrazione il disagio conseguente all’eccessivo flusso automobilistico lungo lo stradone, in particolare nelle ore di punta e che, secondo gli stessi promotori, non vedrà una risoluzione con il progetto di allargamento per cui i lavori sono già in corso. 

“Bari negli ultimi anni è passata dal decimo all’ottavo posto nella classifica nazionale delle città più trafficate d’Italia e maglia nera delle strade cittadine più trafficate è per via Amendola – scrive un residente sulla pagina Facebook del sindaco Decaro – E’ evidente che Bari ha una grave emergenza traffico, lo sanno tutti i baresi e lo sa bene lo scrivente che, abitando in via Amendola, per prendere la tangenziale, pur di non percorrere il tremendo chilometro da viale Einaudi alla rotonda di Mungivacca, preferisce andare dal ponte di via Omodeo e percorrere tutta via Caldarola”. Il cittadino ricorda al sindaco che  percorrere via Amendola significa impiegare circa venti minuti in auto per mille metri di strada e che con i cantieri attualmente aperti, questa tempistica si amplia ancora. L’uomo si fa portavoce del pensiero dei residenti della zona, convinti che i lavori di ampliamento della strada possano rendere più fluido lo scorrimento, ma non cureranno il problema alla radice, rappresentato, invece, dall’enorme quantità di veicoli che percorrono tale arteria cittadina. 


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