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In ritardo di tre mesi rispetto agli annunci, negli ultimi giorni è stato aperto ai pazienti Covid la struttura campale OBI – Subintensiva a poca distanza dal pronto soccorso del Policlinico di Bari.

Il padiglioncino dopo aver ricevuto tutte le necessarie autorizzazioni è diventato un ulteriore spazio per l’assistenza dei pazienti affetti da coronavirus e che così vengono tenuti sotto osservazione tra i 16 posti letto e macchinari per l’ossigenazione non invasiva. I lavori sono iniziati lo scorso 18 dicembre.

L’accesso è garantito direttamente anche alle ambulanze del 118, in modo da alleggerire il carico dell’assistenza ai casi sospetti. Si tratta della seconda opera provvisoria ed emergenziale che ha aperto con pesanti lungaggini nel capoluogo pugliese, in ritardo rispetto alla terza ondata Covid la peggiore da inizio pandemia.

Come per l’ospedale campale in Fiera del Levante, su cui ci sono polemiche e una inchiesta in corso della procura sui costi e l’effettiva utilità rispetto ad altre strutture inutilizzate. L’investimento pubblico è raddoppiato rispetto a quanto preventivato da Regione Puglia e Protezione civile, oltre 17,5 milioni di euro per un costo di 112mila euro a posto letto.


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