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Dalle ondate di calore alle problematiche legate all’emergenza sanitaria che ha portato soprattutto i più piccoli non solo a sviluppare alcune abitudini “errate”, ma anche a subire direttamente alcune conseguenze. Tra queste abitudini alimentari errate, ma anche problemi legati all’umore e all’eccessiva sensazione di stanchezza. Abbiamo intervistato il pediatra barese Antonio di Mauro, che per l’occasione ha fornito alcuni consigli utili ai genitori e ai tutori alle prese con ragazzi e bambini durante questa stagione estiva, segnata, inoltre, per il secondo anno consecutivo, dal Covid-19

Estate e ondate di calore a Bari e in Puglia, quali consigli per bambini, ragazzi e genitori dei più piccoli? Quali sono le misure da adottare nel caso in cui ci sia un colpo di calore?

Il consiglio come sempre è prevenire ed usare il buon senso. Bisogna bere tanto per rimanere ben idratati, non esporsi al sole nelle ore più calde della giornata, vestirsi leggeri preferendo i toni chiari, utilizzare cappellini, occhiali da sole e filtri solari. Ad essere molto attenti devono essere gli anziani e i bambini, i cui meccanismi di termoregolazione sono meno efficaci. Ma è bene che seguano queste poche regole anche i ragazzi e gli adulti. Le misure da adottare nel caso in cui ci sia un colpo di calore sono: spostare il bambino in una zona ventilata e ombreggiata, rimuovere gli indumenti, vaporizzare dell’acqua sul corpo o coprire il corpo con un telo umido, ventilare il paziente manualmente o con l’uso di ventilatori o condizionatori d’aria se disponibili, applicare impacchi di ghiaccio al collo, all’ascella e all’inguine.

Dopo un intero inverno chiusi in casa causa Covid, bambini e adolescenti sono fortemente provati, sia a livello psicologico, sia fisico. Aumentano infatti i casi di depressione, ma anche problemi come maggiore esposizione al rischio di distorsioni, fratture o eccessiva stanchezza. Come intervenire?

Come ha influito il lockdown sulla salute psichica dei nostri bambini ormai lo sappiamo bene, anche grazie a voi di Borderline24, che ci avete aiutato nel diffondere il questionario #capiamoibambini i cui risultati su quasi 10.000 famiglie sono stati di recente pubblicati sulla rivista internazionale FRONTIERS IN PEDIATRICS. È evidente che ci sia stato un incremento di stati d’ansia e depressione nella popolazione pediatrica generale, ed un peggioramento delle condizioni pre-esistenti in chi già soffriva di patologia neuropsichiatrica. Per quanto riguarda invece la salute fisica, la ridotta esposizione alla luce solare durante il lockdown è stata associata a livelli più bassi di vitamina D tra i bambini. A questo fenomeno può attribuirsi la maggiore tendenza alle fratture e alla eccessiva stanchezza. Una supplementazione orale di vitamina D andrebbe consigliata.

S.c.a.p e servizi in città, con la consulenza ambulatoriale pediatrica del San Paolo chiusa resta attiva solo quella dell’Ospedaletto, in un periodo, quello estivo, in cui l’accesso ai servizi è spesso limitato. Come comportarsi in caso di emergenze? Consigli da dare ai genitori qualora il proprio pediatra di fiducia fosse assente?

Lo S.C.A.P. del San Paolo è stato un punto di riferimento fondamentale per tantissimi genitori che hanno trovato uno specialista disponibile, sia in presenza che telefonicamente, non solo per consigli terapeutici ma anche per supporto psicologico, nei giorni in cui i pediatri di famiglia non prestano servizio nei propri ambulatori e in reperibilità telefonica. Il gradimento da parte dei genitori è sempre stato altissimo e gli accessi ai Pronto Soccorso grazie al filtro operato dai colleghi sono vertiginosamente diminuiti negli anni. Con la conversione del San Paolo in Covid Hospital il servizio è stato sospeso. Da giugno però l’ospedale è tornato ad essere un centro No-Covid e speriamo vengano al più presto riattivati tutti i servizi chiusi. Soprattutto alla luce della imminente stagione turistica e della ripresa dei campi estivi e della socialità dei bambini, con consequenziale aumento della patologia e degli accessi. Il consiglio che posso dare ai genitori è quello di valutare caso per caso quello che succede al proprio bambino e di rivolgersi al proprio pediatra il lunedì per tutto quello che è procrastinabile. I servizi SCAP degli altri ospedali della ASL Bari sono comunque sempre attivi.

Tasto “dolente”, soprattutto per i più piccoli che non riescono mai ad essere pazienti quando si tratta di un tuffo al mare o in piscina: bagno dopo mangiato, come comportarsi in caso di malore?

Questo del bagno dopo mangiato è uno spauracchio che non ha un vero fondamento scientifico, ma ha basi perlopiù nella nostra tradizione. “Fare il bagno dopo tre ore dall’aver consumato il pasto” è un mantra tramandato da generazione in generazione. Anche qui a guidare i genitori deve essere il buon senso. A mare è preferibile consumare cibi leggeri e facilmente digeribili come frutta e verdura. Il vero rischio del bagno, non è infatti il bagno in sé, ma lo sbalzo termico che ne può conseguire. Un repentino cambio di temperatura, può infatti provocare un rallentamento o un blocco dei processi digestivi. E’ importante dunque entrare gradualmente in acqua, bagnando prima viso e polsi per fare acclimatare il corpo. Il bambino inoltre, anche se buon nuotatore, va sempre monitorato attentamente in acqua e al primo segnale di discomfort o freddo, invitato ad uscire, asciugato, riscaldato nella zona addominale e fatto riposare.

Con l’aumento delle temperature e la necessità di dissetarsi e rinfrescarsi, diventa sempre più rischioso bere bevande ghiacciate. Quali sono i rischi per i più piccoli e come comportarsi eventualmente?

L’utilizzo di bevande ghiacciate è da evitare, specie nelle giornate più calde, per lo stesso identico motivo del bagno in acque fredde: lo sbalzo termico con il conseguente rischio di blocco dei processi digestivi. Inoltre molto spesso le bevande ghiacciate servite ai bambini sono gasate e ricche di zuccheri, e dunque poco salutari. Acqua fresca o soluzioni reidratanti orali sono le bevande da preferire.

Estate ai tempi del Covid-19, per i piccoli, meglio preferire attività all’aperto o in luoghi dotati di aria condizionata?

Le attività all’aperto sono sempre da preferire. Abbiamo dati che inequivocabilmente mostrano come siano bassissime le probabilità di contagiarsi all’esterno. Qualora si sia costretti in ambienti chiusi e dotati di aria condizionata è bene sempre arieggiare le stanze ed effettuare una pulizia dei filtri del condizionatore.

L’emergenza sanitaria ha cambiato molte abitudini, tra queste ci sono anche quelle alimentari che vedono oggi i più piccoli fronteggiare problematiche come aumento di peso, o, in alternativa, scarso appetito. Consigli sull’alimentazione, per far tornare i piccoli forti e in salute”?

La pandemia ha sconvolto la quotidianità degli italiani e uno degli aspetti più colpiti è stato l’approccio verso l’alimentazione. Ad aumentare è stato il consumo di junk food, il cibo preconfezionato di scarso valore nutritivo e alto contenuto calorico, che assieme alla sedentarietà è stato il principale responsabile dell’aumento di peso. Molto spesso chi fa uso di junk food, proprio per l’alto contenuto calorico di questi cibi, arriva sazio ai pasti principali e i genitori per questo lamentano scarso appetito. In realtà il bambino non è vero che non mangia, mangia male. Ricordo sempre ai miei pazienti di variare il più possibile l’alimentazione, di aumentare il consumo di alimenti ricchi di valore nutritivo come la frutta, le verdure e i legumi, di recuperare la colazione come pasto principale della giornata, di riscoprire il piacere della preparazione dei pasti insieme ai bambini.


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