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E’ stato pubblicato il 19 agosto l’avviso pubblico per presentare le istanze di partecipazione all’assegnazione degli stalli in occasione della Festività dei Santi Patroni a Brindisi ed è subito polemica. Nel bando, infatti, si prevedono un totale di 50 stalli in totale ma ciò che ha adirato gli ambulanti e l’Associazione di Rappresentanza Unionecommercio – UniPuglia è il costo di partecipazione alla manifestazione. Infatti nel bando è chiaramente scritto che: “Coloro che saranno stati selezionati saranno convocati dall’ufficio tra il 27 agosto ed il 02 settembre 2021 per la scelta della postazione ed il rilascio del titolo autorizzativo a seguito del pagamento del “contributo festa patronale” pari ad euro 250,00 oltre agli oneri di occupazione suolo pubblico.

“Ritengo che in taluni casi, come quello di Brindisi – tuona Il sindacalista Savino Montaruli per UniPuglia – neppure si rendano conto di quello che decidono. Il bando comunale non solo prevede l’obbligo per gli ambulanti fieristi, fermi nelle loro attività da oltre un anno e mezzo a causa della pandemia, del pagamento del Canone di Occupazione del Suolo Pubblico, soppresso in altri comuni, ma addirittura il pagamento di un cosiddetto ‘Contributo Festa Patronale’ di ben 250 euro.

Insomma non un obolo volontario da destinare alle manifestazioni collaterali alla Festa, civili e religiose, ma un vero e proprio obbligo. “Peraltro – prosegue Montaruli – per i 15 stalli dei 50 previsti cioè quelli destinati all’attività di somministrazione di alimenti e bevande, viene imposto il divieto di preparazione e/o cottura sul posto. Come dire: il panino te lo mangi con il salsicciotto crudo. Spero che il Prefetto di Brindisi, cui la presente è altresì indirizzata, inviti il Dirigente comunale all’immediata modifica del Bando del comune di Brindisi, eliminando il ‘Contributo Festa Patronale’. Nel contempo – conclude – chiediamo l’esonero del Canone di Occupazione Suolo Pubblico, come per legge nonché la legittima facoltà per i vincitori del Bando di poter liberamente esercitare anche mediante la preparazione e cottura sul posto dei prodotti posti in vendita, come previsto per legge e nel rispetto della norma sulla concorrenza.

(Foto Facebook)


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