Il Tribunale di Bari ha assolto Antonella Rinella, ex capo di gabinetto del Comune di Bari, dalle accuse di peculato e riciclaggio nell’ambito del processo relativo alla presunta distrazione di fondi della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli. I giudici hanno assolto l’imputata “perché il fatto non costituisce reato” dall’accusa di riciclaggio e “per non aver commesso il fatto” dall’accusa di peculato. La Procura aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione.
Secondo l’accusa, Rinella avrebbe beneficiato, insieme al marito Vito Longo, all’epoca direttore amministrativo della Fondazione Petruzzelli, di denaro dell’ente utilizzato per acquisti personali tra il 2010 e il 2015. Le contestazioni riguardavano anche il trasferimento sul conto corrente della donna di circa 135mila euro che, secondo l’accusa, provenivano dalle presunte tangenti incassate dal marito.
La posizione di Vito Longo era stata definita nel 2022 con un patteggiamento a tre anni e nove mesi di reclusione, dopo il risarcimento di oltre un milione di euro alla Fondazione Petruzzelli. Secondo quanto emerso nel procedimento, l’ex direttore amministrativo si sarebbe appropriato di circa 100mila euro dell’ente, utilizzati per l’acquisto di cosmetici, profumi e alcolici per uso personale, formalmente fatturati come forniture di acqua e prodotti per la pulizia. Con la sentenza pronunciata oggi, il Tribunale ha escluso che Antonella Rinella abbia contribuito alla sottrazione dei fondi della Fondazione o al riciclaggio delle somme contestate.
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