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Buche sui marciapiedi, fioriere arrugginite, tratti pieni di sporcizia e strade impregnate di puzza di urina e feci. Siamo in via Amendola, nel tratto che va dal Politecnico sino in stazione. Dai rifiuti ingombranti abbandonati per strada ai bidoni stracolmi di immondizia che spesso viene anche abbandonata per terra, contribuendo a peggiorare la situazione, ma non solo.

Ad aggravare il “degrado” di una delle arterie principali della città di Bari, nel lato che porta dritti verso l’estramurale Capruzzi (dunque in stazione), sono i marciapiedi dissestati (pericolosi per i pedoni), pieni di feci di colombi che “da troppo tempo” – spiega un residente “non vengono pulite e rendono l’odore nauseabondo” soprattutto nei periodi più caldi.  E’ il doppio volto di una strada protagonista, negli ultimi tre anni, di lavori che hanno visto l’altro lato (dal ponte di via Omodeo in su) completamente cambiato.

I lavori della nuova via Amendola sono terminati.  Ad annunciarlo, dopo tre anni dall’avvio dei lavori (che dovevano durare due, ma sono stati prolungati anche a causa della pandemia), era stato il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in una diretta notturna sui social. Oggi, quello che di fatto è un asse di scorrimento fondamentale per la città (e in passato aveva provocato non pochi disagi) si presenta completamente modificato. La strada ha quattro corsie con spartitraffico, una pista ciclabile, 85 alberi e 45 telecamere situate ad ogni incrocio. Novità assoluta l’assenza di semafori e le rotatorie che decongestionano il traffico, soprattutto nelle ore di punta.

L’obiettivo secondario, ora che è terminata quella parte, è il completamento del raddoppio per arrivare da viale Einaudi al ponte di via Omodeo. Il progetto, simile a quello della parte da poco conclusa, costa due milioni e mezzo di euro e le risorse sono ancora da reperire. Intanto però, mentre una parte della via guarda al futuro, l’altra resta ancorata al passato. “Rischio sempre di cadere sulle buche” – ha raccontato alla nostra redazione un’anziana, residente in zona. “Non esistono solo le auto, esistono anche i pedoni” – ha raccontato un altro sottolineando che l’aria è irrespirabile in molte strade della città sia a causa del traffico, sia a causa del “tanfo di urina”. Un altro invece ricorda che il traffico “è stato alleggerito lì, ma non nelle altre vie” mentre corre a togliere la macchina dalla seconda fila “perché parcheggio non se ne trova manco a pagarlo”- conclude. A conferma di ciò, la denuncia del 14 settembre scorso  in cui un residente in uno dei palazzi che affaccia su via Hahnemann (nel quartiere Mungivacca) aveva postato una foto sulla bacheca del sindaco segnalando una coda di automobili bloccate lungo tutta la strada nell’orario di uscita del primo giorno di scuola. A pochi isolati da lì si trova proprio la nuova via Amendola.

“Se fosse passata un’autoambulanza in codice rosso? Poveri noi” – aveva concluso il residente senza nascondere la rabbia. Lo stesso, accade in molte altre vie della città, tra queste, l’altro lato di via Amendola. “La situazione è a tratti insostenibile – racconta un altro residente – vogliamo migliorare? chiediamo ai cittadini che vivono nelle zone che problemi hanno. Oltre ad abbellire e a migliorare con progetti sicuramente funzionali ci sono tante altre cose da non sottovalutare, come le voci di chi la città la vive ogni giorno” – ha concluso.


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