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I comitati di quartiere dicono no alla “pericolosa deriva amministrativa che sta cementificando l’intera città” dichiarandosi contrari alla costruzione del nuovo parcheggio previsto nei pressi della stazione Executive di RFI. E’ quanto emerso negli scorsi giorni nel corso di un evento tenutosi nella parrocchia di San Giuseppe a Bari all’interno della quale, sia i rappresentanti dei comitati, sia i cittadini, hanno mosso diverse critiche nei confronti del sindaco Antonio Decaro e dell’assessore Giuseppe Galasso.

Nel corso dell’evento, è stato presentato un documentario dedicato nello specifico a via Amendola che anticipa anche una raccolta firme. Nelle immagini che scorrono viene mostrata la striscia di oltre 50 ettari incontaminati presente tra Japigia e San Pasquale. “Un autentico Central Park a costo zero di grande bellezza” – sottolineano nel documentario – “in cui il pastore porta ancora oggi il gregge a pascolare”. Il motivo per cui cittadini e comitati hanno portato l’attenzione sulla zona è perché c’è la volontà, da parte delle istituzioni, di togliere spazio al verde per fare posto ad un nuovo mega parcheggio di 500 posti.

“Comune e Trenitalia – spiegano nel documentario – hanno deciso che chi viene dalla statale 100 e tangenziale deve parcheggiare in via Amendola. I comitati chiedono di non asfaltare il verde prezioso, ma di far parcheggiare i pendolari al parcheggio di scambio comunale abbandonato di Mungivacca dietro a Ikea, raggiungibile dalla statale 100.  Mobilità sostenibile salvando il poco verde naturale cittadino” – hanno sottolineato ricordando alcuni progetti già presentati in passato. Per questa ragione i comitati hanno organizzato una raccolta firme per dire “no ad un nuovo parcheggio in un bosco quando a 500 metri ce n’è uno abbandonato”.

“Non è vero – scrivono nella petizione – che la nuova stazione Executive di RFI ha bisogno di un megaparcheggio per l’unico treno che fermerà: il locale che prosegue a Torre a Mare, Mola, Monopoli. Un megaparcheggio intermodale serve a tutti coloro che provengono da fuori al fine di utilizzare un mezzo alternativo alle auto per andare in città. La metropolitana di superficie è di FSE e oggi transita ogni 25 minuti dalla stazione del parcheggio di scambio comunale abbandonato, fortemente voluto dalla precedente amministrazione Emiliano, quello della stazione “Mungivacca” alle spalle di IKEA. In 9 minuti raggiunge la stazione centrale. Domani lo stesso convoglio fermerà alle nuove stazioni “Executive” e “Campus”. Si stima che dal parcheggio di scambio “Mungivacca” alla fermata executive impiegherà 3 minuti e altri 3 minuti per fermare a “Campus”. Nessun mezzo su ruote pubblico o privato riuscirebbe a fare meglio” – hanno concluso.

I comitati cittadini, con la petizione, esortano inoltre l’amministrazione comunale a “realizzare la mobilità sostenibile non solo a parole” attraverso altre richieste, tra queste, l’accoglimento di alcun proposte già effettuate in passato dagli stessi, come la pista ciclabile Torre Quetta – Via Amendola lungo il margine superiore del canalone di Japigia. “Un vero circuito cittadino – spiegano –  lungomare via Amendola viale Einaudi viale Unità d Italia stazione centrale”. Questo progetto, spiegano “era stato presentato al programma “bilancio partecipato” del Municipio2 da questo comitato cittadino. Sinora lettera morta”.

Infine, tra le richieste, oltre a quella di accogliere nell’immediato una presa di coscienza in merito al parcheggio, onde evitare di rinunciare ad altro verde cittadino, anche che il parcheggio Amtab, previsto tra via Sette e via Tridente sia interrato oppure, in subordine, “che divida la sua superficie in eguali parti verde pubblico e posti auto”.


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