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La Puglia punta all’Emiliano Ter? Bari non resta indietro. Il numero uno dell’Anci nazionale e sindaco di Bari, Antonio Decaro, già al suo secondo mandato, cerca una soluzione per il futuro. Dopo le chiare dichiarazioni del mentore Michele Emiliano, pronto a candidarsi per la terza volta, e infranto il sogno di Decaro che sembrava essere il successore naturale alla poltrona di Puglia, il sindaco barese sta cercando di capire quali potrebbero essere le prossime mosse.

Sul tavolo del primo cittadino ci sono diverse strade. Potendo contare sull’appoggio del Partito democratico e godendo di simpatia sul territorio nazionale, potrebbe puntare a un ruolo da ministro, se il centrosinistra dovesse avere la meglio alle politiche del 2023. L’altra ipotesi è quella di correre per una poltrona all’europarlamento nel 2024. Ipotesi forse non propriamente adatta a un politico come Decaro che si è conquistato, negli anni, un ruolo attivo sul territorio. Insomma, quello di europarlamentare potrebbe andare un po’ stretto alle sue ambizioni politiche.

Decaro punterebbe quindi a lasciare Bari dopo il sogno infranto di essere il numero uno della Puglia? Tutto lascerebbe ipotizzare di sì, se non ci fosse uno strano movimento in seno all’Anci. L’idea, accolta con entusiasmo dai primi cittadini, sarebbe quella di ampliare il numero dei mandati a tre. Già l’associazione dei sindaci lo ha proposto per i comuni fino a 15 mila abitanti. Ora si punta a estenderlo a tutti i Comuni con una modifica della legge che deve, però, essere approvata a Roma.

L’idea spinta da Decaro, e non solo, potrebbe essere il preludio al suo terzo mandato da primo cittadino nel capoluogo pugliese. Cosa che gli aprirebbe la possibilità di poter un giorno governare la sua regione, in staffetta con l’attuale Presidente (ammesso che il “giocoliere Emiliano” riesca a vincere le sue terze elezioni da premier della Puglia). Tutte ipotesi, naturalmente. La certezza è che qualcosa, in un modo o nell’altro, si sta muovendo. E forse la visita in programma ieri a Bari del premier Mario Draghi, potrebbe già sciogliere qualche nodo.


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