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Ecco come appare la centralissima corso Cavour a turisti e cittadini baresi in vista dello shopping di fine anno. Una strada storica tra saracinesche abbassate e i soliti problemi legati al degrado che aumentano progressivamente nel giro di tre isolati. Camminando verso la zona della stazione e il ponte pedonale (fotogallery in basso).

Sono tanti i negozi che non hanno resistito alle crisi del commercio nel quartiere murattiano. Ma è nella zona “periferica” di corso Cavour che la situazione precipita nonostante la presenza di tante realtà importanti come la caffetteria Jerome, lo store della Ssc Bari, i brand internazionali Game Stop e Foot locker.

Da via Petroni a via Davanzati su 11 vetrine, ben quattro sono chiuse. Mentre nell’isolato da via Davanzati a via Alighieri si contano cinque attività aperte e 3 col cartello “fitta qui”, ben il 60% è quindi inaccessibile ai clienti. All’incrocio di via Dante sventa invece il gran caffè Saicaf diventato un altro simbolo del passato, lungo un percorso disseminato di ostacoli e senzatetto.

Infatti anche di lunedì mattina, 25 ottobre, abbiamo incontrato almeno quattro persone indigenti che chiedono qualche spicciolo. Senza nessun controllo. In un percorso disseminato da buche, mattonelle rotte e cattivi odori provenienti dai grandi bidoni dell’indifferenziata davvero obsoleti.

Tutt’intorno però si percepisce un lento e finora inesorabile declino che è apparso ancora più evidente in seguito al restyling della vicina via Sparano. Il “modello urbano” di corso Cavour appartiene al passato. Non è pedonalizzata e a peggiorare le cose è lo smog negli orari di punta in prossimità dei semafori.


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