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Dai treni pieni alle classi pollaio. Cosa è cambiato dall’inizio del nuovo anno scolastico a Bari o come nel resto della Puglia nel percorso post Covid? Poco o nulla, secondo il racconto del sindacato Unione degli Studenti Puglia.

“Ad oggi ci ritroviamo nella situazione precedente alla pandemia, e per questo siamo al fianco di tutti i lavoratori del mondo della scuola – spiega Stefano Mariano, Uds Puglia – basta parole, ci vuole più attenzione da parte del governo e investimenti reali per affrontare nel minor tempo possibile le problematiche”.

“Sul tema trasporti – aggiunge – che è il nodo cruciale per la comunità, ci continuano ad arrivare le stesse segnalazioni da mesi sia all’entrata che all’uscita da scuola, sia su ferro che su gomma. Soprattutto su Bari e Foggia, dalla provincia verso il centro e viceversa nella tratta extraurbana. Tutto è rimasto uguale. Il picco forse viene raggiunto sui treni tra Barletta e Bari, molte persone sono ancora costrette a restare a terra perché non riescono ad entrare”.

A peggiorare le cose sono i limiti sull’edilizia, palestre impraticabili e accessibilità ai bagni: “La Regione ne è consapevole ma sono arrivate poche risposte. Sulle classi pollaio, l’assessore Leo ha detto che pian piano si può trovare una soluzione ma è necessario un investimento strutturale: i nuovi spazi e il personale non si trovano da un giorno all’altro. In Puglia la media è tra i 27 e 29 studenti a classe, con punte di 33 ragazzi. Il banco con le rotelle è stato un capro espiratorio dell’inizio pandemia, era un escamotage per non parlare di cose concrete”, conlude Stefano Mariano, Uds Puglia.


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