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Manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil,  prevista a Bari per l’11 dicembre, l’obiettivo è far modificare la legge di stabilità presentata dal governo. “Una manovra inadeguata, che non dà risposte sufficienti per contrastare le diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese”. Queste le motivazioni che hanno spinto i sindacati ad una mobilitazione nazionale che punta a migliorare i contenuti del documento economico del Governo e che in Puglia, dopo le assemblee nei luoghi di lavoro e sui territori, culminerà in una grande manifestazione regionale che si terrà a Bari il prossimo 11 dicembre a partire dalle ore 9.30 in Piazza Prefettura. Per l’occasione sarà presente anche Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

“In questi mesi abbiamo chiesto più volte al Governo un confronto per sostenere le nostre proposte e le piattaforme presentate, incentrate su pensioni, fisco, creazione di nuova occupazione, welfare, investimenti, lavoro pubblico – dichiarano i segretari dei tre sindacati – e provare a modificare una legge di stabilità che non contiene a nostro avviso equità nei provvedimenti e nemmeno una prospettiva in grado di contrastare quelle diseguaglianze che sono aumentate con la crisi pandemica”.

La lunga lista delle doglianze dei sindacati confederali comincia dalle Pensioni, per le quali Cgil Cisl Uil dicono no a quota 102, e chiedono pensione di garanzia per i giovani, più sostegno a donne, lavoratori disoccupati, discontinui e precoci, oltre che forti incentivi per la previdenza complementare. Nonché la possibilità di pensione da 62 anni di età e/o con 41 anni di contributi senza limiti di età. Infine, si chiede di migliorare “Opzione donna” e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti.

Altra sottolineatura con la penna rossa, effettuata dai sindacati, riguarda il fisco, la cui riforma immaginata dall’Esecutivo esclude dai vantaggi i redditi più bassi. Si chiede invece di incrementare le risorse da destinare alla riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati, oltre a misure per contrastare lavoro nero, evasione ed elusione fiscale.

“Vogliamo un confronto serio con il Governo, non semplici comunicazioni di provvedimenti già decisi – tuonano Gesmundo, Castellucci e Busto – vogliamo cambiare la manovra per le persone che rappresentiamo ma le nostre proposte parlano a tutto il paese, è arrivato il momento di ridare qualcosa a chi ha pagato di più questi anni di crisi, in primis lavoratori, pensionati, giovani, Mezzogiorno. Cambiare il Paese ripartendo dal lavoro, dalle persone, non contro di loro. È quello che ci hanno chiesto le migliaia di uomini e donne, giovani e anziani, incontrati durante le assemblee, gli stessi che daranno vita a quello che siamo certi sarà uno straordinario momento di partecipazione, una manifestazione serena non contro qualcuno ma per chiedere ascolto e attenzione per questa parte di Paese”.


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