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“Bari ci considera periferia, la popolazione è stanca”. E’ quanto ha dichiarato a Borderline24 Giuseppe Palella, tra i promotori della petizione per l’autonomia del V Municipio che ad oggi conta oltre 3mila firme, raccolte in meno di due settimane, nella sola frazione di Palese e Macchie.

Da ragioni di carattere storico, politico e culturale, alla costante sensazione di abbandono che il quartiere vive da molti anni a questa parte, sono solo alcune delle motivazioni che hanno spinto i cittadini a ripercorrere la strada dell’autonomia, già tentata 12 anni fa, ma non andata a buon fine in seguito al risultato negativo del referendum. La richiesta specifica è quella di un’istanza al Consiglio regionale della Puglia per istituire il Comune di Palese e Santo Spirito, staccando così da Bari entrambe le frazioni, con annessi quartieri limitrofi, ovvero Catino, San Pio e Torricella.

La raccolta firme, a differenza di quanto avvenuto in passato, questa volta è partita dal basso. Sono infatti gli stessi cittadini, con una comunità che conta ormai oltre 30mila abitanti, a voler cambiare le cose. Una parte del V Municipio, nel corso degli anni è cresciuta moltissimo, complice anche il mare e i turisti che sostano in tutte le stagioni tra Palese e Santo Spirito per le proprie vacanze. A questo però fa da contraltare la continua sensazione di essere una periferia dimenticata: a prova di ciò le moltissime polemiche da parte dei residenti sull’assenza di attenzione da parte delle politiche amministrative in merito a tante questioni.

“Qui continuiamo a dire dobbiamo andare a Bari perché non ci siamo mai sentiti di Bari – ha raccontato a Borderline24 una residente di Palese che lavora a Santo Spirito – non siamo collegati bene alla città, forse siamo più vicini a Bitonto che a Bari centro.  Il V Municipio, per esempio, vive tutto il disagio dell’avere l’aeroporto o la ferrovia che divide in due il paese. Mentre in altri posti i problemi li superano qui ogni intervento dell’amministrazione centrale tende a peggiorare la situazione. A fronte del tanto cemento che stanno buttando con edificazioni continue, non sono mai aumentati i servizi, il centro dei paesi, sia Palese, sia Santo Spirito, è diventato invivibile. Continuano a dare permessi per costruire, ma non pensano che la qualità della vita di queste frazioni che prima era molto più tranquilla oggi è diventata invivibile” – ha proseguito rimarcando poi la situazione dell’aeroporto.

“Per noi non è una cosa positiva – ha sottolineato – subiamo i rumori, l’inquinamento, ma non ci viene dato niente in cambio perché non ci sono risorse che arrivano dall’aeroporto che vengano utilizzate per i quartieri. Le zone periferiche di Palese, nei pressi dell’aeroporto, ma anche quelle di Santo Spirito, sono abbandonate. Non c’è illuminazione, non ci sono marciapiedi, non abbiamo tante cose. Una città che vuole crescere deve pensare anche ai suoi quartieri limitrofi, partendo dal basso e abbellendo le periferie, soprattutto collegandole al centro. Qui siamo sempre e solo abbandonati a noi stessi, basti pensare a Catino e San Pio, tante promesse e lì ancora non c’è futuro per bimbi e ragazzi” – ha concluso. Alle sue parole fanno eco quelle di un’altra residente del V Municipio.

“Dodici anni fa ho votato contro l’autonomia, oggi voterei favorevolmente – ha spiegato – allora mi faceva paura l’idea che chi prendesse in mano la situazione potesse non volere il meglio per la comunità, oggi mi spaventa di più lo stato di abbandono in cui siamo costretti a vivere. In questi anni è aumentato il cemento, ma il territorio non si è riempito di tante cose necessarie per i cittadini, soprattutto i più piccoli, come ad esempio spazi ludici all’aperto, spazi per fare attività sportiva e spazi culturali, non posso immaginare di far vivere i miei figli in un posto con tanto potenziale, ma dimenticato. A questo punto è meglio diventare autonomi, non sappiamo a cosa andiamo incontro, ma potremo utilizzare meglio le risorse e le potenzialità del territorio” – ha concluso.

Di fatto, se l’autonomia dovesse diventare reale, il V Municipio sarebbe l’ottavo Comune della città Metropolitana, in un contesto in cui a rifuggire dal confronto sul tema, a detta dei cittadini, sembrerebbe essere la politica locale . “Perché dobbiamo dipendere ancora da Bari? – ha dichiarato Palella – la raccolta firme sta andando bene, 9 su 10 sono favorevoli, le ragioni sono tante, di carattere storico e culturale, ma anche amministrativo. Bari ci considera periferia, ma chi conosce la nostra storia sa che potremmo aspirare ad altro, facendo gli interessi del nostro territorio e dei nostri cittadini, stanchi del costante stato di abbandono” – ha concluso.

“Non so a cosa andiamo incontro con l’autonomia  – ha raccontato infine un residente di Santo Spirito – ma forse è il momento di tentare il salto. La situazione è invivibile, per grandi e piccoli. Siamo tanti, uniti si può fare la differenza, se restiamo solo una costola di Bari forse non sarà mai possibile dare a noi, a figli e nipoti, l’opportunità di vivere in un luogo capace di offrire futuro, non di essere solo periferia. Dietro di noi ci sono solo tanti anni di promesse non mantenute, cose migliorate solo per essere presentate bene, ma vuote nel contenuto. In questa cosa dovremmo essere tutti uniti, da Santo Spirito a Palese, ma anche gli altri quartieri. In ballo c’è il nostro futuro” – ha concluso.


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