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Regole difficili per la didattica in presenza in alcune scuole superiori e licei di Bari. Le vittime – come spesso successo in questi anni di pandemia – sono gli studenti e i loro insegnanti che affrontano mattinate in classe senza poter mangiare o bere. Per le sei ore che devono trascorrere a scuola, infatti, non è permesso loro di consumare pasti o bevande. Nessuna campanella per la consueta ricreazione, quindi. I ragazzi non possono acquistare merende dalle macchinette e restano in aula per tutto il tempo. Non solo: come deciso dal governo già dall’inizio della pandemia, le finestre devono rimanere aperte. Tutto comprensibile se non fosse che in molte scuole baresi non funziona il riscaldamento.

Quindi gli studenti si armano di sciarpe, cappelli e guanti per proteggersi dal freddo. “Se le condizioni della didattica in presenza devono essere queste – tuona la mamma di un ragazzo che frequenta un liceo barese – a questo punto è meglio tenerli in dad”. E non è la sola a pensarla cosi. I rappresentanti di classe di alcune scuole superiori di Bari hanno già sbattuto i pugni e chiesto ai dirigenti di poter scegliere la didattica a distanza.

Seguire le regole del distanziamento in scuole dove le aule sono piccole e gli studenti tanti, effettivamente non è cosa facile. Così come pensare che si possano trascorrere sei re della mattinata senza bere o mangiare.


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