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A quasi cinque mesi dall’avvio dell’équipe straordinaria integrata per il contrasto alle povertà estreme e alla grave marginalità, l’assessora al Welfare Francesca Bottalico fa un punto sul lavoro svolto. Come noto, l’équipe risponde al bisogno di analizzare i casi multiproblematici di persone in condizione di gravissima marginalità che non accettano interventi di presa in carico volontaria e accoglienza in strutture e che quindi necessitano di interventi assistenziali, socio-sanitari e sanitari, anche a carattere coatto.

Dai primi giorni di settembre ad oggi sono quindici gli interventi di orientamento e accompagnamento fisico presso i servizi del Welfare, i servizi sanitari o i presidi istituzionali competenti; sette quelli utili a rintracciare le persone più vulnerabili sul territorio, realizzati in collaborazione con l’Unità di Strada “Care for People”; tre gli interventi svolti in concorso con la Polizia locale e/o il CSM; undici, infine, le attività di mediazione linguistica e consulenza psicologica finalizzate a motivare l’adesione dell’utente alla progettualità.

Gli interventi messi in atto hanno consentito di favorire la presa in carico di persone poco inclini a collaborare – per problemi sanitari, psichici o per particolare indigenza – rispetto alla possibilità di aderire e/o raggiungere i servizi professionali preposti.

“Siamo soddisfatti di questi primi risultati fin qui raggiunti dall’équipe – commenta Francesca Bottalico – soprattutto considerato che le persone coinvolte sono estremamente vulnerabili e, in molti casi, presentano aspetti multiproblematici sotto il profilo socio-sanitario, legati a dipendenze croniche o a forme di disagio psichiatrico. Per questo tipo di utenti l’intervento sociale rischia di essere insufficiente e inadeguato senza un’opportuna presa in carico da parte del sistema sanitario che coinvolga il Centro di salute mentale e il servizio pubblico per le dipendenze, consentendo l’attivazione di azioni adeguate di tipo sanitario. Sappiamo che la strada da percorrere è lunga, e per questo è particolarmente importante continuare in questa direzione consolidando il lavoro di rete, fondamentale quando si parla di situazioni così complesse e delicate che spesso richiedono interventi coatti a tutela della salute, fisica e psichica, delle persone maggiormente vulnerabili”.

L’équipe nasce a fine agosto a livello sperimentale, su proposta dell’assessorato al Welfare -Settore Osservatorio per l’inclusione sociale, nell’ambito della co-programmazione del Piano cittadino di contrasto alla grave marginalità adulta con la rete territoriale istituzionale, di volontariato e del privato sociale, con il coinvolgimento del Ser.D (servizio per le dipendenze), del Centro Salute Mentale, del Distretto socio sanitario e della Polizia locale per i casi maggiormente complessi, caratterizzati da disagi socio-sanitari e psichiatrici, che rifiutano supporto e accoglienza.

Lo staff opera mediante il coinvolgimento di una pluralità di soggetti quali assistenti sociali del Servizio sociale professionale competente, referenti dei servizi sanitari (Centro salute mentale , Ser.D, Distretti socio-sanitari), Polizia locale, PIS, medici di medicina generale e specialistici e amministratori di sostegno, con il coordinamento della ripartizione Servizi alla Persona, al fine di condividere interventi integrati e personalizzati, tracciando percorsi e processi virtuosi secondo le competenze di ciascun servizio.

Le azioni progettuali proseguiranno nel 2022 con la presa in carico di nuovi casi complessi individuati sul territorio, anche grazie al monitoraggio continuo svolto sul territorio cittadino dall’Unità di strada comunale.


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