(Di Nicola Lucarelli) – Il Bari riassapora il gusto della vittoria, strappando i 3 punti ad una Salernitana in palese difficoltà. Successo sofferto, ma meritato, quello della squadra di Longo che ha disputato un match propositivo nel primo tempo e di sacrificio nella ripresa. Senza dubbio è un Bari diverso rispetto a quello di qualche settimana fa: dalla gara contro lo Spezia si sta vedendo un Bari meno aggressivo e lezioso, ma più concreto. Difficile comprendere se si tratti di una precisa richiesta del mister biancorosso o se sia finita la ‘benzina’, dopo un avvio super con i galletti che spesso sovrastavano l’avversario dal punto di vista della corsa e della resistenza.
Sicuramente l’utilizzo delle due punte sin dal fischio d’inizio, ha agevolato questa “trasformazione tattica” dei biancorossi che, ad inizio torneo, costruivano tanto e sprecavano troppo. Certo, è ancora presto per parlare di svolta o di un Bari pronto per il salto di qualità, anche se quel sesto posto in classifica potrebbe aprire diversi scenari. Al netto di qualche lacuna in organico, la formazione allestita dal direttore sportivo Magalini e guidata da Moreno Longo, ha tutte le carte in regola per disputare un campionato onorevole e di alto profilo. Ma questo l’abbiamo detto già in altre occasioni perchè, questo Bari, è lontano parente di quello abulico dello scorso anno e può contare su calciatori di buon valore e che hanno voglia di imporsi. Probabilmente, a voler essere pignoli, ci si aspetterebbe qualcosa in più da chi subentra, ma se tutto funzionasse alla perfezione, staremmo a parlare di un Bari da primi tre posti.
Ma la vera partita inerente il Bari calcio, non si gioca sul rettangolo verde, ma altrove. Nonostante il buon seguito di pubblico, soprattutto in trasferta, i risultati e le vicende della squadra di Longo, sembrano interessare poco al tifoso barese. Per verificarlo, basta parlare con qualche tifoso biancorosso o leggere cosa accade sulle pagine social della società, anche dopo risultati positivi conseguiti dalla compagine allenata da Longo. Ad esempio, il tifoso Luigi scrive: “Non ci esaltiamo per una vittoria, ci esalteremo quando LDL ANDRÀ VIA DA BARI”, mentre Gianluca sottolinea: “Loro sono loro, ma voi ve ne dovete andare via da Bari”. Così come non manca chi rimarca i meriti sacrosanti di mister e squadra, come Michele: LA BARI SIAMO NOI. BRAVO MISTER, BRAVI RAGAZZI. Nonostante questa società assente state dando il massimo”.
Insomma la spaccatura tra tifoseria e proprietà è netta, così com’è fuori discussione l’appoggio incondizionato della tifoseria sia al ‘San Nicola’ che nelle partite fuori casa. Ma il tifoso del Bari vuole ben altro. Il tifoso del Bari è stanco d’essere la ruota di scorta della Filmauro. Il tifoso del Bari vuole concretizzare le proprie ambizioni senza freni. Il tifoso del Bari non vuole più vivere alla giornata e assistere inerme alla possibile fine della propria squadra del cuore nel 2028. Il distacco tra un tifoso e la propria fede calcistica è un qualcosa di inaccettabile e che lascia tanto amaro in bocca. Tanti tifosi non stanno più seguendo le gare dei galletti, tantissimi hanno scelto la strada dell’indifferenza e addirittura invitano a boicottare i tanti sponsor che sostengono la società dei De Laurentiis. Probabilmente, nemmeno negli anni più grigi della gestione Matarrese, si è assistito ad una tale apatia del tifo barese nei confronti della propria squadra del cuore.
Probabilmente, solo una promozione “casuale” in serie A, potrebbe invertire questa spregevole tendenza e liberare il tifoso barese dalle catene della multiproprietà. Ma senza programmazione e soprattutto con pochissime risorse finanziarie a disposizione, raggiungere la promozione risulta molto complicato, ma non impossibile, così come ci racconta il recente passato. Una cosa è certa: il tifoso del Bari deve tornare quanto prima a seguire e gioire per i propri colori. Per questo non è calcio, ma soprattutto non è tifo…
Foto Ssc Bari