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Medicina di genere, Emiliano: “In Puglia passi da gigante”

In mattinata l'incontro al Policlinico di Bari

Pubblicato da: redazione | Mar, 10 Giugno 2025 - 16:53
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Tenere conto delle differenze biologiche, sociali e culturali nei percorsi di prevenzione, diagnosi e cura: è questo il fulcro della medicina di genere, al centro del convegno “Medicina di genere e leadership femminile: esperienze, prospettive e buone pratiche in ambito sanitario” ospitato al Policlinico di Bari. Un incontro che ha messo in evidenza le buone pratiche adottate in Puglia e le sfide future per un sistema sanitario sempre più equo e personalizzato.

A sottolineare i progressi compiuti è stato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha parlato di “passi da gigante” fatti dal sistema sanitario regionale in questo ambito. “Oggi abbiamo dimostrato quanto sia importante investire nella medicina di genere – ha dichiarato – dalla diversa manifestazione dei sintomi in patologie come infarto o depressione, all’efficacia differente dei farmaci, fino alla necessità di sensibilizzare il personale sanitario. Si tratta di prendersi cura della vita e della dignità di ciascuna persona in ogni sua specificità”.

Una visione condivisa dall’assessora alle Politiche di genere, Serena Triggiani, che ha evidenziato come la medicina di genere sia un pilastro per il raggiungimento delle pari opportunità, non solo in termini culturali e sociali, ma anche e soprattutto come diritto alla salute. “La Puglia ha dato un grande contributo tecnico-scientifico – ha spiegato – attraverso il lavoro del tavolo tecnico regionale, la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario”.

L’impegno della Regione è stato ribadito anche dall’assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese, che ha illustrato alcune delle principali azioni messe in campo: “Negli ultimi anni abbiamo investito per rendere strutturale questo cambiamento, con la formazione obbligatoria per tutto il personale sanitario, la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici differenziati, il potenziamento di consultori e reti territoriali, e la creazione del Centro Regionale di Riferimento per la Disforia di Genere”.

Infine, il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, ha sottolineato l’importanza di integrare la medicina di genere anche a livello organizzativo. “È uno strumento fondamentale per garantire appropriatezza, efficacia e centralità della persona. Ma il cambiamento riguarda anche la governance sanitaria: su 12 nuovi incarichi assegnati, 5 sono andati a donne, e in 3 delle 6 branche chirurgiche rinnovate, la responsabilità è oggi affidata a professioniste”. Un segnale concreto di cambiamento che, dalla Puglia, punta a fare scuola a livello nazionale.

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