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Al De Bellis di Castellana Grotte, scoperta rivoluzionaria nel trattamento del carcinoma colorettale

“Un passo avanti che può cambiare la terapia”

Pubblicato da: redazione | Lun, 17 Novembre 2025 - 14:35
de bellis conf stampa obesità (1)

Il carcinoma colorettale è tra le forme tumorali più diffuse e insidiose, soprattutto per la sua capacità di tornare dopo le cure. Per questo la notizia che arriva dall’Irccs “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte rappresenta un segnale importante per pazienti e clinici: un gruppo di ricercatori ha individuato una strategia innovativa per colpire alla radice la resistenza ai comuni farmaci chemioterapici.

Il team guidato dal professor Cristiano Simone, dell’Unità di Genetica Medica, ha lavorato per oltre tre anni allo sviluppo di un nuovo composto sperimentale, denominato EM217 e coperto da brevetto internazionale. La molecola agisce su una proteina, SMYD3, fondamentale per le cellule staminali tumorali che alimentano sia la resistenza alle terapie sia le recidive e le metastasi. Bloccarne l’azione significa rendere di nuovo efficaci farmaci già in uso nella pratica clinica, senza dover ricorrere a trattamenti sempre più complessi e costosi.

Un risultato che, come sottolinea il direttore scientifico dell’Istituto, il professor Gianluigi Giannelli, permette di affrontare uno dei maggiori ostacoli dell’oncologia moderna: la capacità delle cellule tumorali di sfuggire ai farmaci progettati per eliminarle. Capire i meccanismi che portano alla resistenza è stato il punto di svolta che apre la strada a terapie più personalizzate per i pazienti che non rispondono più alla chemioterapia tradizionale.

Il valore del lavoro, ricorda il presidente del CIV Enzo Delvecchio, nasce anche dalla collaborazione tra diverse figure professionali: genetisti, oncologi, chirurghi, anatomopatologi. Un approccio multidisciplinare che all’interno del de Bellis rappresenta la normalità e che si conferma decisivo per portare avanti scoperte con un impatto concreto sulla vita dei malati.

Guardando al futuro, il commissario straordinario Luigi Fruscio evidenzia come questa scoperta si inserisca in una linea di ricerca costante dell’Istituto, sempre orientata a trovare soluzioni innovative per uno dei “big killer” più diffusi. L’obiettivo è chiaro: offrire ai pazienti nuove possibilità terapeutiche e aprire prospettive finora impensate nella lotta al tumore del colon-retto.

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