Sono arrivati in città i nuovi cassonetti “smart”, ma le prime giornate di attivazione stanno già alimentando perplessità e qualche episodio che finisce per far discutere. Il sistema, pensato per rendere più controllato il conferimento dei rifiuti attraverso l’uso di una tessera o di un’app dedicata, è ancora in fase di installazione, ma ha già prodotto le prime criticità operative.
Il meccanismo prevede che per aprire i nuovi contenitori sia necessario identificarsi digitalmente o tramite una card plastificata. Un passaggio che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe migliorare il decoro urbano e favorire una gestione più ordinata del conferimento. Nella pratica, però, non mancano le difficoltà, soprattutto per alcune fasce di popolazione meno abituate agli strumenti digitali.
Tra i casi segnalati c’è quello di un cittadino anziano, 90 anni, residente nel quartiere Madonnella, che è stato costretto a recarsi in Comune dov’è stato allestito un punto informativo Amiu, per ottenere la tessera necessaria all’utilizzo dei nuovi cassonetti. Dopo l’attesa allo sportello informativo, è riuscito a completare la procedura e ottenere il dispositivo indispensabile per conferire i rifiuti in strada.
Un episodio che ha riacceso il dibattito politico sull’effettiva utilità del sistema. A intervenire è il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Carrieri, che da tempo esprime dubbi sull’impostazione del nuovo servizio. Secondo Carrieri, l’idea dei cassonetti “intelligenti” rischia di tradursi in un aggravio per i cittadini senza un reale beneficio nella gestione dei rifiuti.
Nel suo intervento, il consigliere ha evidenziato come, allo stato attuale, la tessera non permetta alcun tipo di tracciamento del conferimento, limitandosi ad abilitare l’apertura dei cassonetti. Un sistema che, a suo avviso, non introduce elementi realmente innovativi rispetto agli obiettivi dichiarati.
“Personalmente -rappresenta il consigliere comunale Carrieri– sono assolutamente contrario ai “treni” di cassonetti stradali a vista, poichè peraltro sono attrattori di rifiuti (e a Madonella lo vedremo…). I cassonetti vanno invece interrati, in modo da evitare l’abbandono dei rifiuti nelle vicinanze e migliorare di molto l’impatto visivo e igienico.
E sono assolutamente convinto che tessere (plastificate o digitali) debbano essere utilizzate per consentire di sapere i rifiuti conferiti da ciascuna utenza. In modo poi da poter applicare la tariffazione puntuale, che premia chi differenzia e penalizza chi non lo fa.
L’ho detto al Sindaco e all’AMIU da tempo, senza successo. La Città, infatti, vede moltiplicare i cassonetti stradali dei rifiuti “a vista”; i Contribuenti si vedono applicare una TARI calibrata sui metri quadri dell’immobile (pratica medioevale); mentre i Cittadini sono costretti a “viaggi della speranza” per portarsi a casa una inutile/burocratica tessera plastificata! Insomma di moderno servizio al Cittadino in questa operazione (come sempre molto propagandata) c’è molto poco (anche perchè questo tipo di cassonetti è sul mercato da tempo) e temo che potrebbero verificarsi disservizi maggiori”.