Un negozio che tiene accesa una strada, genera relazioni e rende un quartiere più vivibile. È attorno a questa idea che Bari costruisce la sua candidatura a European Capital of Small Retail 2027, il riconoscimento europeo dedicato alle città che sviluppano politiche innovative a sostegno del piccolo commercio come leva di sviluppo urbano, coesione sociale e vitalità dei quartieri.
La candidatura è stata presentata questa mattina a Palazzo della Città, con una conferenza stampa che ha riunito istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo accademico. Bari concorrerà nella categoria Visionary City, riservata alle città europee con oltre 250mila abitanti.
Il punto di partenza è il programma d_Bari, il sistema di politiche comunali dedicato al commercio urbano costruito negli ultimi anni, che ha sostenuto centinaia di attività e promosso interventi su negozi, strade, mercati e nuove centralità urbane. Da quel percorso sono nate misure concrete: “Un negozio non è solo un negozio”, per sostenere l’innovazione delle attività commerciali con ricadute sociali sulla comunità; “Impresa Prossima”, dedicata alla nascita di nuove imprese di quartiere; “Bari Artigiana”, per valorizzare il saper fare artigiano e le produzioni urbane; “Scuola Barese del Commercio”, ciclo di lezioni e workshop per migliorare le competenze dei commercianti; “Strade Vive”, strumento pensato per sostenere l’aggregazione tra commercianti e la costruzione di reti commerciali di strada.
La candidatura a Capitale Europea del Commercio nasce come sviluppo naturale di questo percorso, con l’obiettivo di portare l’esperienza barese in una dimensione europea e avviare un confronto con altre città. Ma non solo: si punta anche a costruire una nuova agenda pubblica per il commercio, rafforzare la comunità dei commercianti e posizionare Bari nel dibattito europeo sulle politiche urbane per il piccolo commercio.
Nei prossimi mesi il percorso sarà costruito in forma aperta e partecipata, attraverso momenti pubblici di confronto, focus group, questionari, interviste e una open call per raccogliere contributi e proposte. Sono previsti anche appuntamenti dedicati come “Commercio Prossimo”, la “Scuola Barese del Commercio” e un festival cittadino. La candidatura ufficiale è attesa entro il 9 ottobre 2026.
«Questa candidatura costituisce una sfida importante per la città di Bari — ha dichiarato il sindaco Vito Leccese — ma ciò che conta ancora di più è il percorso che ci conduce a questa scelta e che punta a rileggere e valorizzare una vocazione identitaria della nostra città attraverso nuove chiavi di lettura. Il commercio, infatti, non è più quello di trent’anni fa. Non vogliamo restare a guardare questo cambiamento né limitarci a raccontarlo con nostalgia. Ci sono aree della città che vivono difficoltà e processi di desertificazione commerciale che non possiamo ignorare, ma accanto a queste esiste una Bari che investe, apre attività, innova, sperimenta nuovi modelli e costruisce comunità. Per questo non vogliamo difendere il commercio di ieri, ma accompagnare e costruire quello di domani. Grazie alle istituzioni e alle realtà coinvolte intendiamo trasformare questa inclinazione storica in innovazione, valorizzando il rapporto virtuoso che da sempre lega Bari ai suoi commercianti, protagonisti della crescita della nostra comunità. Un negozio non è soltanto un luogo in cui si vendono prodotti o servizi: tiene accesa una strada, genera relazioni, produce sicurezza e rende un quartiere più vivibile. Per noi il commercio di prossimità è una vera infrastruttura urbana».
Bari punta a diventare Capitale Europea del Commercio 2027: la sfida parte dai negozi di quartiere
Il capoluogo pugliese si misura con le grandi metropoli europee
Pubblicato da: redazione | Lun, 18 Maggio 2026 - 16:33
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