Nel 2023 in Italia si è registrato un netto calo della mortalità rispetto all’anno precedente. Secondo il report diffuso dall’Istat sulle cause di morte, i decessi complessivi sono stati 666.131, quasi 56mila in meno rispetto al 2022, con una riduzione del 7,7%. Il tasso di mortalità generale è così tornato su livelli simili a quelli pre-pandemia. A incidere maggiormente sul calo è stata soprattutto la drastica diminuzione dei decessi legati al Covid-19. Nel 2023 le vittime attribuite al virus sono state 15.895 contro le 51.630 del 2022, con una riduzione del 69%. Oltre il 74% dei morti per Covid aveva più di 80 anni.
Restano però le malattie cardiovascolari e i tumori le principali cause di morte nel Paese. Le patologie del sistema circolatorio hanno causato oltre 206mila decessi, mentre i tumori hanno provocato più di 175mila morti. Insieme rappresentano il 57% del totale dei decessi registrati nel 2023. L’Istat segnala inoltre un dato in controtendenza: crescono infatti le morti legate alle malattie respiratorie e alle malattie infettive. Le prime aumentano per il secondo anno consecutivo, soprattutto tra gli over 65, a causa della ripresa dei casi di polmonite e influenza. I decessi per malattie respiratorie sono passati da 50.686 a 52.925 in un anno.
In aumento anche le malattie infettive, che proseguono un trend di crescita iniziato nel 2020. I decessi riconducibili a queste patologie sono saliti a 17.719. Secondo il report, il tasso standardizzato di mortalità per tutte le cause è sceso a 82,6 decessi ogni 10mila abitanti, contro il 90,4 registrato nel 2022. Un valore praticamente in linea con il 2019, ultimo anno prima della pandemia. Tra gli altri dati evidenziati dall’Istat emerge anche una riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari, demenze, Alzheimer, diabete e cause esterne. Rimane invece stabile il divario tra uomini e donne: tra gli uomini prevalgono i decessi per tumori, mentre tra le donne risultano più frequenti le malattie del sistema circolatorio e le demenze.
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