L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri ha impugnato la condanna a nove anni di reclusione inflitta nel processo con rito abbreviato nato dall’inchiesta “Codice interno”, che ha fatto luce sui presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.
Olivieri era stato condannato lo scorso settembre dal gup di Bari Giuseppe De Salvatore per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. L’atto di appello è stato depositato nei giorni scorsi dai suoi legali, Gaetano e Luca Castellaneta. L’udienza davanti alla Corte d’Appello non è stata ancora fissata.
Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile con i pm Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino, nel 2019 Olivieri avrebbe ottenuto il sostegno elettorale di tre clan baresi per favorire l’elezione della moglie Maria Carmen Lorusso al Consiglio comunale di Bari. Anche Lorusso è imputata nel procedimento celebrato con rito ordinario. L’inchiesta “Codice interno” aveva portato complessivamente a 103 condanne, con pene comprese tra i due e i 14 anni di carcere.
Arrestato il 26 febbraio 2024, Olivieri ha trascorso 13 mesi in carcere e successivamente oltre un anno agli arresti domiciliari. Da circa una settimana è sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Bari e deve presentarsi due volte al giorno alla polizia giudiziaria.
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